Quello che è accaduto ieri in Consiglio comunale non sarà un fatto isolato. Sebbene il sindaco Federico Basile abbia in consiglio comunale una maggioranza bulgara, l’assemblea è stata interrotta per assenza del numero legale. Eppure “Sud chiama Nord” avrebbe potuto mantenere viva la seduta solo con i suoi consigliere.
Invece, alcuni di loro hanno preferito abbandonare Palazzo Zanca per sottrarsi alla votazione di quattro delibere riguardanti debiti fuori bilancio. Alcuni, evidentemente, non se la sono sentita di assumersi questa responsabilità e come d’incanto hanno preferito sfilarsi dall’aula alla chetichella. Risultato? L’aula si è quasi svuotata e il presidente del Consiglio, Massimiliano Minutoli, non ha potuto fare altro che dichiarare la chiusura dei lavori.
Ma cosa sta accadendo all’interno della maggioranza? La risposta è contenuta nelle “vocine” di corridoio che riferiscono di una tensione interna al gruppo che sostiene il sindaco Federico Basile. Pare si siano aperte delle faide che si stanno contrapponendo in aula e che il presidente del Consiglio comunale non goda di una certa simpatia politica da parte dei suoi stessi alleati. Ci sarebbe un gruppo, chiamiamolo per esemplificazione, che fa riferimento a Nello Pergolizzi che sarebbe sull’Aventino proprio contro Minutoli. Poi c’è il gruppo-Cantello che si sarebbe stufato dei diktat del partito, soprattutto al cospetto di delibere che comportano assunzioni di responsabilità contabili. Insomma, c’è un clima pesante e siamo a meno di sei mesi da voto che ha “celebrato” la rielezione di Basile, il quale si era dimesso a suo dire perché non aveva più la maggioranza in aula. E oggi? Aspettiamo le prossime puntate di questa fiction dell’orrore della politica.
Infine, il convitato di pietra che risponde al nome di Marcello Scurria, il quale nell’esercizio delle sue funzioni di consigliere comunale esercita un controllo preventivo di legittimità degli atti amministrativi. Una spina nel fianco di un’amministrazione che era abituata a gestire le casse comunali senza dover rendere conto a nessuno. Questo sta mandando in tilt il sindaco Basile, la sua giunta e soprattutto i dirigenti che adesso ci pensano su prima di apporre le proprie firme agli atti della pubblica amministrazione.
D. Gam.
