Si profila lo Schifani-bis, dopo il via libera del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. Era l’unico partito che mancava all’appello per la riconferma dell’ex presidente del Senato alla corsa per la poltrona di governatore di Sicilia.
Una notizia che ricaccia nel limbo quello che si definisce il “Sindaco di Sicilia”, leader del “Governo di Liberazione”, Cateno De Luca.
Com’era logico attendersi, lo “Sciamano del Nisi” dovrà proporre una nuova strategia politica se vuole rimanere a galla nel panorama regionale. E mentre inonda i Social di messaggi criptici, ovvero di sedute spiritiche e patti vari, Cateno De Luca si trova di fronte a un bivio. Rimanere isolato e affrontare da perdente una nuova campagna elettorale e o trovare un accordo e imbucarsi con il centro-destra?
Gli osservatori propendono per la seconda, ma non sarà scontato anche perché Cateno De Luca si è fatto tanti nemici nel centro-destra, dove politicamente parlando lo ripugnano per il suo lessico scurrile e soprattutto per la sua inaffidabilità. Trova qualche sponda nell’ala di Fratelli d’Italia che fa riferimento al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ma il “grosso” del partito della Meloni in Sicilia lo considera un “politicante” da tenere a distanza.
Fatto sta che la prima porta si chiude miseramente in faccia a Cateno De Luca, il quale seguita sventolare sondaggi che lo darebbero all’1,5% su scala nazionale. Sondaggi che lasciano il tempo che trovano e che dai leader del centrodestra non vengono nemmeno tenuti in considerazione.
Lo stesso atteggiamento riservato al leader di “Sud chiama Nord” che millanta incontri romani, ma che in realtà ha incontrato i “soldati semplici” dei partiti nazionali.
Insomma, per Cateno De Luca adesso si apre la stagione delle scelte…
D. Gam.
