La foto è l’icona del “paraculismo politico” di Cateno De Luca, diventato un autentico opportunista. L’immagine è stata scattata ad Agrigento, dove appoggia il candidato sindaco di una parte del centro-destra più la DC rimessa in pista da Totò Cuffaro e i Moderati (con i quali condivide il simbolo) di Saverio Romano.
Lo “Sciamano del Nisi” tenta di allungare i suoi “tentacoli politici” anche nella valle dei Templi, dove è anche assessore indicato da Luigi Gentile, un passato da assessore regionale, e un presente da aspirante sindaco. Per dovere di cronaca, Cateno De Luca motiva la sua scelta perché si tratta di un ottimo amministratore. La solita frase fatta, tenuto conto che Gentile ha un passato poco glorioso come amministratore avendo ricevuto una stangata da 300mila euro dalla Corte dei Conti per una vicenda legata al “fantastico” mondo del CIAPI, l’ente della Formazione finito al centro di una brutta storia giudiziaria.

Ma torniamo all’icona di questa campagna elettorale per le amministrative di Sicilia.
Cateno De Luca è stato immortalato mentre bacia e abbraccia Silvio Cuffarò, fratello di Totò, il fondatore della DC caduto nuovamente in bassa fortuna perché pizzicato dalla Procura di Palermo a “brigare” nell’ambito di appalti e sanità. Immaginiamo che il leader di “Sud chiama Nord” abbia anche mandato un saluto affettuoso a Totò che per il momento preferisce non partecipare ad incontri politici.
Sapete cosa c’è di strano in tutto questo? Che Cateno De Luca è uno che riesce a fare patti (politici) anche col diavolo. “Totò Cuffaro ha supatro la Sicilia” diceva durante le sue dirette FB, in occasione delle regionali del 2002, quando le strade erano divise. Poi ha aggiunto in un comunicato stampa, oggi oscurato sul sito internet di “Sud chiama Nord”: “Cuffaro è l’antilegalità”. Parole forti e pungenti pronunciate in più occasioni. E oggi? Cateno De Luca è diventato un “vasa vasa” come Totò Cuffaro. Manca adesso solo un vassoio di cannoli per completare l’opera.
D. Gam.

