ATM, i sindacati: “Prevale la logica del cerchio magico”

Redazione

ATM, i sindacati: “Prevale la logica del cerchio magico”

lunedì 27 Aprile 2026 - 08:16

“A dispetto dell’annunciata intenzione aziendale volta a porre una netta linea di demarcazione con le dinamiche autoritarie e autoreferenziali che hanno caratterizzato le precedenti gestioni, nella nota di ATM leggiamo gli stessi toni che hanno prodotto anni di scontri e incomprensioni con i lavoratori, accusati pubblicamente di ogni nefandezza per giustificare la compressione dei diritti e la costante offesa della loro dignità, operata impunemente da un determinato “cerchio magico” aziendale che sembra resistere in ogni stagione. Non possiamo non stigmatizzare l’infausta scelta del 25 Aprile, giorno simbolo della Liberazione, per veicolare un messaggio intriso di autoritarismo rivolto ai sindacati che rappresentano la maggioranza dei lavoratori e si battono per liberare l’ambiente lavorativo dalle macerie di un passato oscuro, che ha trasformato ATM in una mela dall’aspetto sano ma marcia al suo interno. Nel rispondere alle inopportune esternazioni della direzione aziendale, riteniamo emblematico partire dalla fine, dal punto in cui questo management dichiara ironicamente che lo sciopero del prossimo 5 maggio sarà utile per ricordare com’era il Trasporto Pubblico Locale a Messina prima di ATM S.p.A. Non c’è nulla da ironizzare sul doloroso passato del Trasporto Pubblico Locale a Messina, soprattutto da parte di chi quei tempi non li ha vissuti e ora pretende di appropriarsi del merito di un risanamento frutto esclusivo delle lotte e dei sacrifici dei dipendenti. Solo i lavoratori e i sindacati che si sono schierati, con coraggio e coerenza, sia nelle fasi di lotta sia in quelle di collaborazione, possono rivendicare un reale contributo alla ricostruzione del servizio pubblico. Chi è arrivato dopo ha semplicemente gestito ingenti risorse pubbliche, spesso distribuite ad personam con bonus discutibili, inaugurando una stagione di discriminazioni interne fra lavoratori. La smetta la direzione aziendale di stilare la lista dei sindacati buoni e di quelli cattivi: è dimostrato che il divide et impera non funziona più. I lavoratori hanno preso coscienza e, se in maggioranza hanno conferito a CGIL, UIL, FAISA e ORSA il mandato di rappresentare il loro dissenso, ciò si fonda su motivi storici ben radicati in azienda, basati sul coraggio della denuncia e sul rifiuto di ogni compromesso a danno dei lavoratori. Lo sciopero indetto per il prossimo 5 maggio non è il gesto irresponsabile descritto dall’azienda nella sua nota, ma l’esercizio di un diritto al dissenso sancito dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori.Si ribadisce che la durata dello sciopero è di 4 ore, e non di 6 come erroneamente indicato dall’azienda, la quale, impegnata in una consueta rilettura del passato, mostra scarsa attenzione nell’affrontare le questioni attuali.La vera provocazione risiede piuttosto nella comunicazione aziendale, che ignora il grido d’allarme dei dipendenti e conferma implicitamente la continuità di una gestione che per anni ha colpevolizzato i lavoratori ed è stata responsabile di gravi violazioni: dalla negazione del diritto alle ferie alle trattenute salariali arbitrarie operate dall’ufficio paghe, fino a trasferimenti punitivi e licenziamenti privi di giusta causa. Si tratta di un management che ha esercitato pressioni, minacce e intimidazioni nei confronti di lavoratrici e lavoratori che garantiscono quotidianamente un servizio pubblico essenziale, nonostante percepiscano salari tra i più bassi del settore, ulteriormente ridotti da tagli ingiustificati e da contestazioni disciplinari arbitrarie, spesso annullate dal Tribunale del Lavoro. Non siamo affatto irresponsabili: il management sa bene che abbiamo tentato tutte le strade concertative in tutte le sedi, fino ad essere tacciati, da inoperosi osservatori esterni, di “tessere trame occulte” e di esserci “venduti all’azienda”. Fortunatamente il tempo è sempre galantuomo: i fatti scrivono la storia e le chiacchiere restano tali. I lavoratori hanno scelto CGIL, UIL, FAISA e ORSA per dichiarare la protesta perché hanno ben chiaro chi tenta di raggirarli con la disinformazione e chi ha il coraggio di metterci la faccia per rappresentare le loro legittime istanze. Se ne faccia una ragione il nuovo management aziendale: non siamo sindacati che giocano a nascondino dichiarando procedure di sciopero per poi sospenderle. Siamo semplicemente i portavoce della maggioranza dei lavoratori che hanno deciso di alzare la testa e, dopo aver salvato con i propri sacrifici il Trasporto Pubblico Locale a Messina, ora vogliono salvare il loro futuro lavorativo opponendosi, con ogni strumento, al falso cambiamento che lascia invariate le dinamiche oppressive e la propaganda che per anni li ha descritti come fannulloni da trattare con la frusta. Se davvero l’azienda tiene al “benessere della società e della comunità”, smetta di eludere il dialogo con comunicati unilaterali e denigratori che ricalcano pessime abitudini del passato. Nel richiamare il “benessere comunitario” minacciato da uno sciopero dimostrativo di sole quattro ore, il management dimentica la qualità della vita nell’ambiente di lavoro, che deve essere tutelata con eguale attenzione. Invece di celarsi dietro lo scudo istituzionale e sfruttare la spaccatura sindacale, la direzione provi ad aprire un confronto diretto con i lavoratori, ascoltandone le ragioni. Il 5 maggio è ancora lontano e nulla è irrimediabilmente perso. CGIL, UIL, FAISA e ORSA hanno già manifestato in Prefettura la disponibilità a un confronto pubblico aperto alla città e ai lavoratori, dove, documenti e testimonianze alla mano, siamo nelle condizioni di dimostrare le ragioni profonde dello sciopero, al di là di ogni strumentalizzazione elettorale. La strada verso un vero risanamento morale e rispetto reciproco, che l’azienda dichiara a parole di voler imboccare, deve essere accompagnata da fatti e percorsa pubblicamente, affinché gli impegni assunti siano verificabili e vincolanti per entrambe le parti. In assenza di riscontri concreti e soluzioni adeguate entro il 5 maggio, la mobilitazione proseguirà con determinazione attraverso ulteriori iniziative di protesta, nel pieno rispetto delle norme vigenti e a tutela dei diritti dei lavoratori; le scriventi OO.SS. provvederanno inoltre a organizzare una conferenza stampa pubblica, al fine di rappresentare con la massima chiarezza alla cittadinanza e agli organi di informazione la reale situazione aziendale, le criticità denunciate e le ragioni alla base della protesta. NOI CI SIAMO! Con determinazione e responsabilità, insieme ai lavoratori di ATM S.p.A.

Lo scrivono in una nota le Segreterie Provinciali Filt CGIL – UIL Trasporti – FAISA Cisal – ORSA Trasporti

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