Si lamenta, lo vota e riprende a lamentarsi: com’è strano il messinese

Redazione

Si lamenta, lo vota e riprende a lamentarsi: com’è strano il messinese

sabato 13 Giugno 2026 - 10:18

Sono ripresi i lamenti. Città sporca, blatte e topi ovunque, mancanza di acqua, traffico impazzito, cantieri ovunque. E poi non c’è lavoro, i giovani vanno via e le strade sono piene di buche. Che schifo le piste ciclabili, quei parcheggi non servono a niente…

Il messinese ha ripreso a praticare lo sport più diffuso in città: il lamento.

Eppure quelli che oggi si lamentano sono gli stessi che si lamentavano prima delle elezioni, ma nell’urna hanno rivotato l’amministrazione uscente.

Certo, l’inganno dei mille candidati ha prodotto un risultato straordinario per Federico Basile, ma il messinese lamentoso come poteva non votare il familiare, piuttosto che l’amico, l’amante e il conoscente che gli ha fatto la cortesia.

Prima del voto si diceva in città: “Voto il mio amico perché devo farlo, ma non Basile”. Detto fatto, barrato il simbolo, scritto il nome del candidato al consiglio, ma nessuna barra sul simbolo del sindaco. “Non l’ho votato”, in molti hanno detto all’uscita dalle urne. Ma chi si lamentava ieri e che si lamenta oggi, non ha ben compreso che Basile l’ha votato, grazie all’effetto trascinamento.

Questo il “vero inganno” di una campagna elettorale “drogata” (dice Scurria), ma che in realtà è stata falsata.

Comunque, il messinese lamentoso avrà cinque anni di tempo per dare sfogo alle proprie frustrazioni, a meno che il grande capo non decida di staccare la spina prima…

D. Gam.

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