Imputato e adesso candidato. In corsa per una poltrona da consigliere comunale a Palazzo Zanca. E’ il caso di un ex lavoratore della Messina Social City, oggi transitato ad altra azienda comunale, finito sotto processo con la pesante accusa di assenteismo.
La prossima udienza si terrà a settembre. Occorre specificare che siamo al primo grado di giudizio. Ma intanto il lavoratore, dopo essere stato denunciato dalla stessa azienda, che si è costituita parte civile nel processo, ha deciso di scendere in campo, a sostegno delle liste di Federico Basile.
Ma perché si candida benché sia stato “denunciato” dall’azienda Partecipata controllata dal Comune di Messina, di cui era sindaco lo stesso Federico Basile?
Una domanda alla quale lo stesso interessato dovrebbe rispondere, tenuto conto che la Messina Social City si è costituita parte civile nel processo e benché, pare abbia manifestato per le vie brevi l’intenzione di addivenire ad un accordo transattivo (non può certamente revocare la costituzione di parte civile perché cagionerebbe un danno alle casse della stessa Partecipata). Infatti, la Messina Social City ha dato mandato (pagandolo) ad un legale per chiedere il risarcimento del danno al lavoratore che ha ritenuto essere “infedele”, al punto che l’ha denunciato.

