I consiglieri comunali Nello Pergolizzi e Mirko Cantello replicano all’articolo pubblicato questa mattina dal nostro giornale.
Gentile Direttore, con riferimento all’articolo pubblicato oggi sull’interruzione dei lavori del Consiglio comunale, chiediamo di dare spazio ad alcune precisazioni che riteniamo necessarie per restituire ai lettori una rappresentazione corretta di quanto accaduto. Non condividiamo la ricostruzione secondo cui la mancanza del numero legale sarebbe riconducibile alla volontà dei consiglieri di maggioranza di sottrarsi al voto. Si tratta di una lettura che attribuisce intenzioni precise senza indicare elementi concreti a sostegno e trasforma un fatto verificabile in un giudizio sulle motivazioni politiche dei consiglieri. L’interruzione della seduta attesta che in quel momento non erano presenti consiglieri sufficienti per proseguire i lavori. Da questa circostanza non si può dedurre automaticamente l’esistenza di una crisi politica, di un dissenso sulle proposte o della volontà di fuggire dalle proprie responsabilità. Siamo consapevoli del dovere della maggioranza di garantire la continuità dei lavori consiliari, ma una votazione che non si è svolta non può essere raccontata come una bocciatura degli atti in discussione. Allo stesso modo respingiamo la rappresentazione di una maggioranza attraversata da gruppi contrapposti, sottogruppi e faide. Il confronto tra consiglieri e la presenza di sensibilità diverse appartengono alla normale vita politica e non giustificano il racconto di una resa dei conti che non trova riscontro nella realtà. La maggioranza resta unita nel sostegno all’Amministrazione e al suo interno ciascun consigliere esercita il proprio mandato con autonomia e responsabilità. In questo quadro riteniamo riduttivo rappresentare Marcello Scurria come l’unico garante della correttezza amministrativa, perché così si finisce per sminuire il lavoro svolto dagli altri consiglieri. Il suo diritto di approfondire le proposte e formulare osservazioni è fuori discussione, così come lo è quello di ogni componente del Consiglio. I rilievi devono però essere valutati nel merito e la loro formulazione non dimostra di per sé l’esistenza di irregolarità né autorizza a sostenere che in precedenza siano mancati attenzione e controlli. Ciò che desta maggiore perplessità è l’affermazione secondo cui l’Amministrazione avrebbe gestito le casse comunali “senza dover rendere conto a nessuno”, senza che vengano indicati atti o circostanze capaci di sostenerla. Una considerazione altrettanto ingiustificata riguarda i dirigenti, descritti come professionisti che soltanto adesso avrebbero iniziato a riflettere prima di firmare. È una rappresentazione che insinua una precedente superficialità e mette in discussione il loro operato senza offrire elementi concreti sui quali sviluppare un confronto. Chiediamo quindi la pubblicazione di questa replica, nella convinzione che la libertà di critica debba accompagnarsi a una chiara distinzione tra i fatti e le interpretazioni. È una distinzione necessaria per consentire ai cittadini di conoscere quanto accade in Consiglio comunale e di formarsi un’opinione sulla base di un’informazione accurata e completa. Cordiali saluti.
