Caso-medici Asp “evasori”, Leanza (Pd): “Norma mal interpretata”

Redazione

Caso-medici Asp “evasori”, Leanza (Pd): “Norma mal interpretata”

venerdì 16 Ottobre 2026 - 09:36

«È profondamente preoccupante quanto sta accadendo all’ASP di Messina, dove, a seguito di un’interpretazione della nuova normativa sulla riscossione dei debiti fiscali, si sta procedendo a destinare direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione anche l’intero compenso mensile dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Una scelta che rischia di lasciare professionisti e loro famiglie senza alcun mezzo di sostentamento».

Lo dichiara Calogero Leanza, deputato regionale del Partito Democratico, intervenendo sull’applicazione dell’articolo 48-bis, comma 1-ter, del D.P.R. 602/1973.

«I medici convenzionati non possono essere equiparati automaticamente ai liberi professionisti puri. Si tratta di lavoratori inseriti stabilmente nel Servizio sanitario nazionale, con rapporti di natura parasubordinata disciplinati dagli Accordi Collettivi Nazionali, che percepiscono compensi periodici attraverso regolari cedolini, con ritenute fiscali e previdenziali. Una peculiarità riconosciuta anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione e che non può essere ignorata».

«Nessuno mette in discussione il dovere di pagare le imposte né il diritto dello Stato di recuperare i propri crediti. Ma la riscossione non può tradursi nell’azzeramento delle entrate mensili di chi lavora, senza un’adeguata considerazione delle esigenze di sostentamento personale e familiare».

«Chiedo pertanto ai vertici dell’ASP di Messina di riesaminare urgentemente questa impostazione, verificando tutte le soluzioni consentite dalla legge. Chiederò inoltre all’assessorato regionale della Salute di intervenire per garantire uniformità interpretativa e, se necessario, sollecitare una modifica normativa espressa che tuteli questa particolare categoria di lavoratori».

«L’applicazione, corretta e doverosa della riscossione fiscale deve andare di pari passo con la dignità del lavoro. Non possiamo accettare che medici che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini si ritrovino improvvisamente senza stipendio. Serve rivedere il meccanismo immediatamente», conclude Leanza.

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