Caso-firme, ispezioni in Prefettura e ruolo della segretaria

Redazione

Caso-firme, ispezioni in Prefettura e ruolo della segretaria

mercoledì 30 Settembre 2026 - 09:11

Il dossier-firme è arrivato sul tavolo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo la presentazione di una interrogazione urgente del parlamentare messinese, Tommaso Calderone.

Un atto parlamentare che è destinato a scuotere gli ambienti politici-amministrativi messinesi. Il caso delle firme non raccolte, a sostegno dei candidati di “Sud chiama Nord”, alle amministrative di maggio, approda quindi in Parlamento. E sono dolori, perché Tommaso Calderone, deputato di Futuro Nazionale affonda il coltello nella piaga di una vicenda paradossale.

Pareri richiesti da soggetti estranei ai procedimenti elettorali, risposte rese dagli uffici regionali senza coinvolgere l’ufficio legislativo e documenti sottratti alle rigide norme della trasparenza. Elementi che connotano la vicenda fra i “gialli” della politica locale.

Protagonista assoluto, il sindaco di Taormina Cateno De Luca, autore di un pasticcio che potrebbe costargli caro.

L’interrogazione di Calderone chiede venga fatta chiarezza, ma allo stesso tempo sollecita l’invio degli ispettori ministeriali alla Prefettura di Messina, laddove alcuni documenti sarebbero stati sottratti alle rigide regole della trasparenza amministrativa.

Ma il vero nodo riguarda il ruolo, o meglio l’ingerenza, della segretaria comunale, Rossana Carrubba, la quale benché fosse del tutto estranea al procedimento elettorale, probabilmente tirata dalla giacchetta ha pensato bene di richiedere un parere all’assessorato regionale alle Autonomie locali.

Una fuga in avanti che potrebbe costare l’apertura di una istruttoria disciplinare nei confronti della Carrubba. Peraltro – questo pare sia stato evidenziato in altri atti – la segretaria comunale ha un precedente poco edificante per il ruolo di imparzialità che ricopre di norma il segretario comunale. La stessa, come risulta dagli elenchi depositato alla Camera dei Deputati, ha versato 2mila euro nelle casse del partito “Sud chiama Nord”, come donazione.

Uno “scivolone” che è stato più volte evidenziato dalla stampa, tant’è che non risultano donazioni successive, e di cui adesso si sta occupando lo stesso ministro Matteo Piantedosi.

Sorprende il silenzio di Cateno De Luca, il quale solitamente reagisce anche in maniera scomposta. Da ieri, sulla vicenda, se ne sta in religioso silenzio perché probabilmente teme la controreazione di Tommaso Calderone?

Intanto, domani al TAR di Catania si discute il primo dei tre ricorsi amministrativi per la vicenda delle firme non raccolte.

D. Gam.

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