Caso-firme, comunque vada Cateno ne esce male

Redazione

Caso-firme, comunque vada Cateno ne esce male

mercoledì 30 Settembre 2026 - 09:21

Il rischio è che domani il TAR di Catania decida possa decidere di accogliere il ricorso per Barcellona Pozzo di Gotto, sancendo l’illegittimità delle liste senza la preventiva raccolta delle firme.

Se così fosse, il caso riguarderebbe anche Messina, i cui ricorsi saranno discussi giorno 20 ottobre.

E’ una delle ipotesi che potrebbero capovolgere l’esito del risultato elettorale, con ripercussioni sugli equilibri politici regionali.

Se il ricorso venisse accolto Cateno De Luca ne uscirebbe depotenziato perché perderebbe la sua roccaforte di Messina, laddove ha costruito il suo successo elettorale.

Qualora il ricorso venisse respinto, lo “Sciamano del Nisi” ne uscirebbe ugualmente male, perché ha sovraesposto due città come Messina e Barcellona al rischio di un lungo commissariamento.

E’ evidente che il leader di “Sud chiama Nord”, consapevole dell’impossibilità di poter raccogliere decine di migliaia di firme, si sia “inventato” una sorta di scorciatoia per poter affrontare le elezioni con il supporto di un numero spropositato di liste.

Una scelta strategica che potrebbe pagare a caro prezzo, anche perché in caso di sentenza favorevole c’è sempre l’appello al Consiglio di giustizia amministrativa. Questo significherebbe paralizzare l’attività amministrativa dei sindaci Basile e Scolaro.

D. Gam.

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