Quella che si apre domani è una settimana strategica per il destino politico di Messina. Giovedì si discute il primo dei due ricorsi al TAR di Catania per la vicenda delle firme a supporto delle liste di “Sud chiama Nord”, presentate in occasione della amministrative di maggio.
Si inizia con il ricorso per Barcellona Pozzo di Gotto, il 20 sarà la volta di Messina, con ben due ricorsi che chiedono di fatto l’annullamento delle elezioni.
La sentenza per Barcellona Pozzo di Gotto si avrà entro le successive 24 ore, trattandosi di un rito accelerato. Ma non si tratta di un termine perentorio, quindi potrebbe slittare la decisione di qualche giorno.
Di sicuro, il pronunciamento del TAR su Barcellona Pozzo di Gotto precederà l’udienza del 20 ottobre, quando il collegio giudicante affronterà la questione-Messina.
E’ certo che la sentenza per Barcellona Pozzo di Gotto segnerà la strada per la decisione successiva che, con molta probabilità, sarà conforme alla prima.
I legali dei ricorrenti per Messina sono certi che i ricorsi verranno accolti e, se fosse così, allora sindaco e consiglio decadranno immediatamente.
Pubblicamente anche in casa “Sud chiama Nord” si manifesta sicumera, ma nel segreto delle stanze c’è la consapevolezza che i ricorsi vengano accolti. Tant’è che il sindaco Federico Basile e i suoi assessori hanno iniziato con abbondante anticipo una sorta di campagna elettorale sui Social, con post che esalta quello che è stato fatto. Il tenore delle comunicazioni è proprio questo. “Anche questo l’abbiamo fatto” è l’incipit che accompagna ogni post.
Gli scenari che si aprirebbero in caso di accoglimento dei ricorsi si riverbereranno sul posizionamento politico di Cateno De Luca che in queste settimane amoreggia con il centrodestra. Ma l’amore potrebbe subire una improvvisa battuta d’arresto, perché la decadenza di Basile depotenzia il partito.
D. Gam.
