SCOOP/ Cateno De Luca sigla l’accordo politico-elettorale

Redazione

SCOOP/ Cateno De Luca sigla l’accordo politico-elettorale

venerdì 25 Settembre 2026 - 00:33

L’intesa c’era già da tempo, ma solo nei giorni scorsi è stato siglato, a Roma. l’accordo con la “raccomandazione” di Gaetano Galvagno, presidente dell’ARS. Un patto che vedrà il partito di Cateno De Luca confluire nel centrodestra, sotto l’ala protettiva di Fratelli d’Italia.

Questa volta nessuna seduta spiritica, ma un accordo verso, sottoscritto dallo “Sciamano del Nisi” con Arianna Meloni, alla presenza di Ignazio La Russa e Gaetano Galvagno. Era a conoscenza di tutto anche l’assessora regionale, Elvira Amata. Si procede per gradi, prima accordo per le politiche, poi le regionali e quindi le amministrative.

A tessere le fila dell’intesa anche il prof. Michele Limosani, da tempo ha sposato il progetto di De Luca. Il docente dell’Università di Messina ha fatto da sherpa avendo preparato le basi dell’accordo, forte della sua autorevolezza. Per lui si prospetta anche l’ipotesi di un incarico di rilievo, come un posto da assessore regionale.

Cosa prevede l’accordo con FdI

Cateno De Luca ha un problema che risponde al nome di Laura Castelli, smaniosa di tornare a Roma, dove ha fatto la vice-ministra all’Economia (avete letto bene), mentre oggi è “parcheggiata” a Messina, come assessore al Bilancio. Poi Cateno ha un desiderio: ovvero un incarico per se stesso a livello nazionale.

Per quanto riguarda i posti a Camera e Senato ci sarebbe un accordo di massima: Francesco Gallo conta di avere un seggio in qualche listino blindato, mentre per la Castelli si prevede una competizione vera a suon di voti. Per il “desiderio” di Cateno, si attende l’esito della competizione elettorale.

Se “Sud chiama Nord” confermerà una percentuale compresa fra l’1 e l’1,5, per lui potrebbero aprirsi le porte per un sottosegretariato, caso contrario rimarrà col cerino in mano. Ovviamente, il tutto è subordinato all’approvazione della legge elettorale. Se alla Camera la proposta non dovesse passare, la Meloni si dimetterebbe e allora si andrà al voto col vecchio sistema e quindi per De Luca la strada si fa irta di difficoltà.

Raccolta delle firme

La nuova legge prevede che i partiti presenti in Parlamento con un proprio gruppo sono esentati dalla raccolta. “Sud chiama Nord” al momento ha un solo parlamentare e quindi dovrebbe raccogliere 450mila sottoscrizioni. Un numero spropositato per un partito piccolo come quello di De Luca. La soluzione individuata prevede il “prestito” di 2 deputati da parte di FdI per costituire il gruppo. Ma c’è tempo fino a dicembre, ammesso che la legge passi.

Elezioni regionali

La discussione è stata rinviata dopo la votazione della proposta di legge sul sistema elettorale: se ne riparlerà dopo metà ottobre, quando le idee saranno più chiare. Di sicuro, lo “Sciamano del Nisi”  ha messo da parte il proposito di correre per la presidenza della Regione Sicilia, si accontenterebbe, qualora non ricevesse niente da Roma della presidenza dell’ARS, per subentrare all’amico Gaetano Galvagno che, nel frattempo, deve fare i conti con un processo piuttosto pesante. In caso di condanna sarebbe tagliato fuori dai giochi e per Cateno De Luca si aprirebbe lo la strada verso la presidenza dell’Ars. L’accordo prevede anche un assessorato, ma questo dipende dal risultato elettorale di “Sud chiama Nord” e delle sue liste.

Gli alleati cosa ne pensano?

Ovviamente, la notizia di un accordo circola negli ambienti politici palermitani. Non tutti fanno festa, perché Cateno De Luca non gode di simpatie e stima in tutti gli ambienti. Da alcuni viene ritenuto un soggetto inaffidabile, da tenere a debita distanza.

Ci sarebbe qualche sbarramento soprattutto in Forza Italia, che dovrà indicare il nome del candidato presidente. Non è comunque assolutamente detto che possa essere Renato Schifani, cui sarebbe stata proposta la poltrona di vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E allora la partita si restringe a due: Mulè e Minardo (hanno le stesse chance di candidatura). E poi, da non escludere la posizione di Futuro Nazionale che farà quasi certamente l’accordo su base nazionale e regionale. Il partito di Vannacci si potrebbe mettere di traverso rispetto a un accordo con De Luca.

Questo è il quadro anche se definirlo definitivo potrebbe essere un azzardo. Meglio limitarsi a quadro mutevole.

Amministrazione Messina

L’accordo prevede anche un allargamento della compagine amministrativa al centro-destra. Ovviamente, qui la componente-ricorso è una variabile che non consente la chiusura immediata di un’intesa.

Se Basile venisse spedito a casa, la discussione sarà riaperta ad inizio anno nuovo. Se rimane in sella per il delfino di Cateno fra un anno dovrebbe esserci un rimpasto di giunta con l’ingresso di esponenti di centrodestra.

Fra l’altro, oggi De Luca non intende toccare nulla, perché intende tenersi buoni i suoi, visto che qualcuno dovrà essere sacrificato sull’altare del suo “ego”. Vedremo.

Le sceneggiate di Cateno

Sebbene sia stata raggiunta l’intesa politico-elettorale da mesi, mentre l’accordo è stato siglato in questa settimana, Cateno De Luca prosegue con i suoi sketch sui Social, attraverso i quali manda messaggi al campo largo, ottenendo, fra l’altro, gli endorsement di esponenti di sinistra.

E’ tutta una fiction: l’accordo c’è, ma col centrodestra. Per buona pace degli elettori di Cateno De Luca che avevano creduto alle sue promesse. Il “Governo di Liberazione” può sempre aspettare.

Davide Gambale

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