Delibera Social City, ipotesi danno erariale per Consigli inutili?

Redazione

Delibera Social City, ipotesi danno erariale per Consigli inutili?

giovedì 24 Settembre 2026 - 00:39

Fermi tutti, abbiamo scherzato. La sessione del Consiglio comunale è chiusa”. Il testo rielaborato è la sintesi del teatro dell’assurdo andato in scena nel teatrino della politica messinese. Localizzato a Palazzo Zanca, aula Consiglio comunale per l’esattezza.

E’ calato, per il momento, il sipario sulla tanto discussa delibera riguardante lo schema di contratto della Messina Social City. Cala perché il presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Minutoli, ha preso per buono un parere “creativo” della segretaria-donatrice (ha versato 20mila euro nelle casse di Sud chiama Nord), Rossana Carrubba.

Un parere che ha consigliato la chiusura dei lavori per salvare la “faccia” del sindaco Federico Basile rispetto alla proposta di delibera illegittima, perché priva di pareri.

La chiusura dei lavori determinerà l’apertura di una sessione di lavori con la riproposizione della medesima delibera supportata dai pareri. Ma ovviamente la delibera dovrà superare il “controllo di legittimità preventivo” del consigliere Marcello Scurria e dei suoi colleghi di opposizione. Ormai più che opposizione forse è meglio parlare di cecchini che sparano ad alzo zero, al cospetto di una truppa che si presenta al fronte a mani nude. Passateci la metafora, ma dà la misura della incompetenza assoluta o, se volete, dell’acompetenza (consigliamo la lettura di un manuale di diritto amministrativo, per chi ne avesse voglia), dei protagonisti di questo “teatrino”.

Tutto bene, la delibera torna in Consiglio ma c’è da chiedersi adesso chi paga? I quattro consigli comunali, cui si aggiunge la commissione, il personale, gli oneri riflessi, i contributi previdenziali e altro ancora (circa 40mila euro), chi li paga?

I consiglieri percepiranno il gettone di presenza a meno che con un atto di responsabilità non vi rinuncino, sebbene le sedute non abbiano prodotto nulla. E qui potrebbe entrare in gioco la Corte dei Conti perché potremmo essere di fronte a un possibile danno erariale. Qualcuno, questo deve essere chiaro a tutti, ha sbagliato. Se la delibera fosse stata presentata con allegati e documenti prescritto non da Marcello Scurria ma dalle norme, probabilmente oggi la Messina Social City avrebbe già avuto il suo contratto di servizio.

D. Gam.

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