La pacchia è finita. Adesso che c’è finalmente un’opposizione consiliare con Scurria e i suoi, la gestione di Palazzo Zanca e delle sue articolazioni attraverso le Partecipate è diventata davvero complicata.
Finito il tempo della gestione incontrollata, fatta di poca trasparenza e spese “pazze”: adesso c’è chi controlla e chiede le “carte”. Quelle che l’amministrazione comunale non era solita produrre.
La vicenda del contratto di servizio della Messina Social City, ormai diventata una sorta di multiservizi di Palazzo Zanca, visto che si occupa di servizi sociali, gestione di ville comunali, iniziative nell’ambito della Bandiera blu e tanto altro, ne è la prova lampante.
Marcello Scurria e suoi colleghi stanno mettendo alla prova i nervi del sindaco che si nega al confronto con i consiglieri comunali.
Il contratto di servizio che costerà alle casse comunali qualcosa come 54mln di euro per tre anni, è impantanato fra i banchi del Consiglio comunale.
La seduta fiume di ieri sera s’è arenata a tarda ora tant’è che il presidente si è visto costretto a rinviare la discussione all’assemblea di lunedì prossimo. Marcello Scurria ha chiesto il parere dei revisori dei conti, ma il punto sul quale la discussione s’è arenata riguarda la mancanza di alcuni documenti allegati alla delibera messa in votazione.
Non v’è traccia del piano economico-finanziario di gestione dei servizi che la Messina Social City dovrà rendere al Comune di Messina. Manca anche la previsione di spesa. La delibera che il consiglio dovrà approvare è decisamente monca, anzi spoglia dal momento che viene indicata di fatto solo la cifra che Palazzo Zanca dovrà corrispondere alla sua Partecipata.
Le carte ovviamente sono state spedite alla Corte dei Conti e certamente questo non infonde tranquillità anche negli stessi consiglieri di maggioranza che vogliono evitare di dovere corrispondere di tasca propria i soldi, nel caso in cui la Procura contabile dovesse riscontrare qualche anomalia.
Insomma, per il sindaco Federico Basile che continua a negarsi all’aula “mala tempora currunt”…
D. Gam.
