I bandi sono stati pubblicati lo scorso luglio sul sito istituzionale di Palazzo Zanca, la scenda è stata fissata al 24 agosto. Le nomine erano attese per inizio della settimana in corso, ma deve essere successo qualcosa che sta impedendo all’amministrazione comunale di procedere alle nomine.
Quasi mille le domande pervenute agli uffici comunali per i consigli di amministrazione delle sei Partecipate comunali. Le domande eguagliano quasi il numero dei candidati a sostegno di Federico Basile alle scorse amministrative. Chi non ce l’ha fatta ha presentato la domanda sperando di ottenere una poltroncina che tradotto in soldi va dai 3mila euro mensili per le presidenze ai 1800 euro per i consiglieri di amministrazione.
Com’era prevedibile c’è stato un profluvio di domande, ma alla fine ad essere scelti – sulla base di una semplice valutazione dei curricula – saranno solo in 18. Precedenza, ai consigliere comunali uscenti non rieletti, poi le “cambiali” politiche da pagare nei confronti di quanti hanno fatto il “salto della quaglia” passando nella scuderia di Cateno De Luca. In 18 saranno accontentati, gli altri rimarranno a bocca asciutta.
La legge consente al sindaco di scegliere chi vuole, basta avere presentato la domanda poi non importa che il curriculum sia arricchito da titoli di studio o esperienze professionali pregresse. Al contrario, visti i nomi che circolano in questi giorni a Palazzo Zanca. Le scelte, in alcuni casi, ricadono su soggetti senza competenze specifiche e, soprattutto, senza titoli di studio adeguati. C’è chi a stento ha proposto la propria candidatura con un diploma in tasca.
La legge permette al sindaco di nominare chi vuole, deve solo rispondere alla sua “coscienza”, perché alla guida di alcune Partecipate ci dovrebbero andare soggetti accreditati.
Ma chi controlla se i candidati posseggono i requisiti? C’è una commissione ad hoc che spulcia fra le quasi mille domande presentate o il compito si limita solo a dare un’occhiata ai requisiti del soggetti prescelti?
Propendiamo, ovviamente, per la seconda ma speriamo di essere smentiti.
Fatto sta che Basile si appresta a fare le nomine con il manuale Cencelli sotto l’ascella e soprattutto rispondendo alle indicazioni del dominus di “Sud chiama Nord”.
Tuttavia, i nomi circolati stanno generando comprensibili mal di pancia all’interno dell’ormai ex granitico gruppo della premiata ditta “BasiLuca”. Dario Zante è uno di quelli che sta rumoreggiando, ma non sarebbe il solo visto che le indiscrezioni danno per certe le nomine di gente che ha preso una manciata di voti e si vede premiare con la poltrona di sottogoverno.
Il tema vero, comunque, è che in campagna elettorale sono stati assunti tantissimi impegni che convincere la gente a candidarsi. Oggi le “bocche da sfamare” (politicamente parlando), sono tantissime, ma i posti sono pochi e sono finiti i soldi per alimentare il perverso sistema delle consulenze cui seguono le donazioni a “Sud chiama Nord”. Il sistema-De Luca comincia a traballare…
D. Gam.
