UIL FP e FP CGIL intervengono congiutamente sulle anticipazioni emerse nel corso della riunione di Delegazione Trattante del 30 luglio scorso riguardanti la prospettata temporanea sospensione delle attività del PSG, delle Sale Operatorie e di altre Unità Operative del Presidio Ospedaliero Piemonte.
«Una decisione di questa portata – dichiarano Livio Andronico, Segretario Generale UIL FP Messina, e Antonio Trino, Segretario Generale FP CGIL Messina – non può essere considerata una questione esclusivamente interna all’Azienda. La temporanea sospensione o riduzione di servizi sanitari può inevitabilmente avere ripercussioni sull’intera rete dell’emergenza-urgenza cittadina e determinare un maggiore carico assistenziale sulle altre strutture ospedaliere».

Le due Organizzazioni Sindacali hanno pertanto chiesto formalmente di conoscere la data effettiva e la durata prevista della sospensione, quali Unità Operative saranno interessate, le motivazioni alla base della decisione e, soprattutto, quale piano organizzativo sia stato predisposto per garantire la continuità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria. «Vogliamo inoltre sapere – proseguono Andronico e Trino – se sia stato preventivamente valutato o avviato un confronto con le altre Aziende sanitarie e ospedaliere del territorio, così da definire un’organizzazione alternativa e condivisa dell’emergenza. Prima di ridurre l’operatività di una struttura occorre infatti essere certi che le altre strutture siano state informate, coinvolte e siano concretamente nelle condizioni di assorbire eventuali maggiori flussi di pazienti».
I sindacati chiedono inoltre conferma dell’avvenuta effettuazione delle necessarie comunicazioni istituzionali, per quanto di rispettiva competenza, alla Prefettura di Messina, alle strutture sanitarie interessate, alla Centrale Operativa SEUS 118 e agli ulteriori organismi competenti, nonché di conoscere quali iniziative siano previste per una tempestiva informazione alla cittadinanza. «Il punto centrale è la sicurezza delle cure. Un eventuale difetto di coordinamento potrebbe determinare sovraccarichi improvvisi nelle altre strutture, difficoltà nei trasferimenti, ritardi nella presa in carico e criticità ancora più delicate nei percorsi tempo-dipendenti. Sono rischi che devono essere valutati e prevenuti prima e non affrontati quando l’emergenza si è già determinata». Andronico e Trino concludono: «Chiediamo risposte urgenti e atti ufficiali. Occorre conoscere con chiarezza cosa accadrà al P.O. Piemonte e, soprattutto, quale organizzazione alternativa sia stata predisposta. La tutela della salute dei cittadini messinesi e la sicurezza dei percorsi di emergenza-urgenza devono venire prima di ogni altra considerazione organizzativa. Su questi aspetti non possono esserci improvvisazioni né zone d’ombra».