Grandine, temporali tropicali. La nuova Estate può attendere

Redazione

Grandine, temporali tropicali. La nuova Estate può attendere

giovedì 13 Agosto 2026 - 15:22

Anticiclone africano ancora protagonista: il cambiamento del 17 agosto è stato rinviato

Perché le proiezioni sono cambiate

E ora non stiamo a dire “lì, abbiamo sbagliato le previsioni meteo”. Innanzitutto, le previsioni meteo vengono realizzate con l’ausilio dei modelli matematici di previsione. Che cosa è cambiato rispetto alle precedenti proiezioni? Sostanzialmente, che l’anticiclone africano non vuole morire. Non vuole lasciare il nostro paese: allenterà la presa, ma ci potrebbero essere nuove incursioni entro fine mese, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane, molto meno sul Nord Italia. E tutto questo va ad aggravare la situazione sotto certi aspetti. Che cosa, di preciso? I contrasti termici.

In sostanza, mentre le precedenti proiezioni mostravano un crollo dell’alta pressione e quindi un ingresso considerevole di masse d’aria oceanica che avrebbero abbassato sensibilmente la temperatura dell’aria e, un po’ gradualmente, anche quella marina – cioè avrebbero contribuito a bloccare il riscaldamento del mare -, secondo le ultime proiezioni, e questa volta di entrambi i modelli matematici, siamo di fronte a una situazione che va addirittura dal 17 agosto in poi. Quindi non siamo neanche così distanti come previsione. Sostanzialmente è stata rallentata la via del cambiamento, la via del cambiamento in ambito termico, con ondate di caldo ancora verso fine mese e soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane, mentre il Nord Italia verrà colpito solo parzialmente.

Anche se, sul Nord Italia, va considerato che quando le proiezioni vedono isoterme non elevatissime in quota abbiamo comunque temperature molto alte, perché è un’aria a clima continentale e la radiazione solare è molto efficace. Di contro, però, c’è la possibilità di avere dei temporali, e i temporali abbassano la temperatura.

La linea temporalesca del 17 agosto

A differenza delle proiezioni di ieri, che cosa è successo? Innanzitutto, non transiterà una vera e propria perturbazione nella giornata del 17 agosto, così sembrerebbe, e questo ce lo dicono entrambi i modelli matematici. Transiterà invece una linea temporalesca che investirà le regioni settentrionali: una linea temporalesca che scalfirà l’alta pressione, ma non la estinguerà, non la distruggerà. Non significa che ci sarà l’intrusione di aria fredda nel cuore del Mediterraneo.

Questa grossa novità, purtroppo, penalizza l’abbassamento della temperatura, e questo su tutta l’Italia, perché anche nelle regioni settentrionali continueranno a esserci valori massimi attorno a 35°C e forse anche oltre. C’è da dire che comunque siamo verso un trend che vede un abbassamento della grande calura, ma attenzione: questa grande calura sarà molto meno ridotta rispetto alle precedenti proiezioni sul Nord Italia, e ancor meno andando verso sud.

Qualcosa sta cambiando, comunque: verso fine mese avremo una variazione del tempo con una fase temporalesca probabilmente diretta verso le regioni centrali e anche meridionali. Ma quella stagione estiva annunciata verso la normalità, cioè con temperature molto più miti e non più molto elevate, sembra al momento essere spostata in avanti.

Le tendenze erano tutte da confermare

Questo era intuibile, direte, vi siete fidati delle previsioni a lungo termine. Bene: intanto abbiamo sempre evidenziato che stavano tutte da confermare. Tutte queste proiezioni erano da confermare, perché comunque i modelli matematici si trovano di fronte a una barriera costituita da una massa d’aria tropicale che si è instaurata sul Mediterraneo e sull’Italia da mesi, e quindi è difficile che venga scardinata. Tuttavia, si prevedeva un ingresso dell’aria fresca oceanica, o relativamente fresca, con un abbassamento anche veramente cospicuo della temperatura: abbiamo visto che la settimana prossima ci sarebbero state temperature massime sulle regioni del Nord Italia, già a inizio settimana, intorno ai 25°C, ma adesso invece le nuove previsioni ne vedono anche 35°C. Cioè una variazione rispetto alla previsione precedente notevolissima.

Però non dobbiamo sostenere che noi abbiamo sbagliato le previsioni, perché altrimenti significherebbe che è l’uomo a fare le previsioni del tempo senza l’ausilio dei modelli matematici, e non è assolutamente così. I modelli matematici sono indispensabili, e sono loro a darci le tracce del tempo. Noi abbiamo cercato di intuire, individuare, intercettare quando ci potesse essere una riduzione della grande calura tropicale.

Notti tropicali e clima cambiato

Una calura che sta portando anche notti super tropicali, con temperature minime in varie località anche sopra i 25°C, valori veramente notevoli per l’Italia. Se vogliamo paragonarli con quelle che erano le temperature massime che un tempo si registravano in alcune località – faccio l’esempio di Milano e Torino -, negli anni Sessanta i 28-30°C rappresentavano la massima delle giornate calde. Si potrebbe dire che in media si stava intorno ai 26-27°C: che sono invece proprio quelle temperature minime che si stanno registrando in questi giorni. Quindi c’è un cambiamento di clima veramente notevolissimo, che lo si chiami Cambiamento Climatico, che lo si chiami fluttuazione del clima, che lo si chiami come si vuole. La situazione attuale, però, viene fotografata come condizione atmosferica tropicale.

Contrasti termici e rischio grandinate

E allora i temporali, i temporali che giungeranno, troveranno aria molto calda: quindi contrasti termici imponenti, possibilità di grandinate devastanti e locali nubifragi. Tuttavia, la diffusione di questi fenomeni sarà molto inferiore rispetto alle precedenti previsioni: un repentino cambiamento da parte dei centri che fanno previsioni meteo. Va detto che anche questa previsione potrebbe nuovamente cambiare e riproporre una svolta del tempo più marcata. Lo vedremo.

A questo punto abbiamo la necessità di intercettare le linee di tendenza giorno per giorno, addirittura anche due volte al giorno, quando vengono esposte le principali proiezioni dei modelli matematici, sia quello europeo sia quello americano.

Perché al condizionale non si rinuncia mai

Al momento ciò che vi posso dire è che le previsioni in sé, le linee di tendenza, potevano essere e possono considerarsi sbagliate, ma sono riferite esclusivamente al commento e all’analisi di quanto sostengono i modelli matematici di previsione. E i modelli matematici oltre il quinto giorno di validità possono essere soggetti a repentine variazioni, cosa notissima a tutti. Però, siccome era molto importante conoscere quando ci sarebbe stato un cambiamento del tempo, se ne è parlato diffusamente, e mai lo si è dato come cosa certa, perlomeno da parte nostra.

Altrove sì, lo si è dato per certo, anche in televisione: si è detto che dal 17 agosto ci sarebbe stato un cambiamento epocale. E francamente sentire dire queste cose in televisione, sui mass media, è molto pericoloso, perché poi le persone sostengono che chi fa previsioni meteo sbaglia, che le previsioni meteo sono sbagliate. Non si fa, questo. E purtroppo a farlo sono state persone con esperienza elevatissima ed elevata professionalità. Soprattutto sui mass media – parliamo di radio ad ampia diffusione, televisioni ad ampia diffusione, giornali nazionali ad ampia diffusione – si deve sempre utilizzare il verbo al condizionale, perché le previsioni meteo non sono una certezza.

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