Il gup Salvatore Pugliese, in sede di giudizio abbreviato, dopo lunghi interventi difensivi, ha assolto un uomo difeso dall’avv. Nino Cacia, accusato di aver costretto i figli a subire atti sessuali.
Il pubblico ministero, Alice Parialò aveva sollecitato una richiesta di condanna ad anni 6 di reclusione. La parte civile assistita dall’Avv. Giovanni Calamoneri si era associata alle richieste formulate dall’ufficio di Procura.
La vicenda si inserisce nell’alveo di una separazione conflittuale, caratterizzata anche da svariate denunce sporte dalla moglie nei confronti del marito per il reato di maltrattamenti, archiviate per infondatezza delle accuse.
In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni del minore che sono state vagliate in sede di incidente probatorio da un perito nominato dal Gup e dal Consulente di parte (dott.ssa Ketty De Gregorio) e che sono apparse sin da subito geneticamente inverosimili.
Il minore, in particolare, a causa di uno strutturato patto di lealtà con la madre non poteva godere – ad avviso degli esperti – di credibilità ed anzi era stato evidenziato il pericolo di false incolpazioni.
In presenza di siffatte conclusioni l’Ufficio di procura ha dapprima esercitato azione penale e poi avanzato richiesta di condanna, disattesa dal Gup.
“Questa vicenda – commenta l’avvocato Cacia – ha tratti davvero allucinanti. A seguito dell’insorgenza di questi procedimenti (tre archiviati ed uno definito con la sentenza del Gup Pugliese di ieri) il Tribunale civile ha sospeso l’esercizio del diritto di visita del mio assistito nei confronti dei figli che non vede da quasi due anni. Il rammarico e l’amarezza maggiore deriva dalla consapevolezza che le dichiarazioni del figlio maschio (la bambina ha smentito sia la madre che il fratellino) non potevano che essere etero dirette così come intuito da subito dalla consulente di parte dott.ssa Ketty De Gregorio che ha assistito l’imputato durante questo estenuante calvario”.
