De Vardo (FenealUil): “Dov’è lo Stato? Regole calpestate”

Redazione

De Vardo (FenealUil): “Dov’è lo Stato? Regole calpestate”

venerdì 03 Luglio 2026 - 09:51

La denuncia pubblicata nelle ultime ore, che riguarda i lavoratori impegnati in un cantiere messinese durante le ore vietate dall’Ordinanza contingibile e urgente del Presidente della Regione Siciliana del 12 giugno scorso, non ci sorprendono. Ci indignano.

A chi si domanda dove siano i sindacati, rispondiamo con chiarezza: la FENEALUIL Sicilia c’è. C’era ieri, c’è oggi e continuerà ad esserci domani.

Siamo stati noi i fautori di questa norma e protagonisti nella richiesta al governo regionale, quotidianamente nei cantieri, raccogliamo le segnalazioni dei lavoratori, denunciamo sistematicamente violazioni, chiediamo interventi, pretendiamo controlli. Lo facciamo sullo stress termico, sul lavoro nero, sul lavoro grigio, sul dumping contrattuale, sull’utilizzo distorto dei subappalti, sulla sicurezza e su ogni forma di sfruttamento che continua a colpire il settore delle costruzioni.

La nostra è un’azione continua, spesso silenziosa, ma costante.

Non può sfuggire un dato che dovrebbe far riflettere chiunque: in tutta la Sicilia operano appena una quarantina di ispettori del lavoro, circa 44, mentre nella provincia di Messina se ne contano appena quattro o cinque.

Numeri incompatibili con un’efficace attività di vigilanza in un territorio che conta migliaia di imprese e centinaia di cantieri.

Ma è bene chiarire un punto fondamentale.

Sul rispetto dell’Ordinanza regionale sullo stress termico la responsabilità dei controlli non ricade esclusivamente sull’Ispettorato Territoriale del Lavoro. A vigilare sono chiamati anche i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ASP lo Spresal, i Carabinieri – in particolare il Nucleo Ispettorato del Lavoro –, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e tutti gli organismi competenti.

Per questo riteniamo che la domanda posta dall’opinione pubblica debba essere un’altra.

Esiste davvero una volontà comune di far rispettare le regole? Oppure il profitto continua a prevalere sulla salute, sulla sicurezza e perfino sulla vita dei lavoratori?

Il caso segnalato assume una gravità ancora maggiore perché non riguarda un piccolo cantiere nascosto o un intervento privato difficilmente controllabile.

A quanto riferito dal giornalista parliamo di un appalto pubblico, in pieno centro cittadino, perfettamente visibile.

Se persino in un’opera pubblica può accadere che un’ordinanza regionale venga ignorata alla luce del sole, allora il problema non riguarda soltanto l’impresa esecutrice. Riguarda l’intero sistema dei controlli, la catena delle responsabilità e la capacità dello Stato di far rispettare le proprie stesse regole.

Occorre comprendere perché chi dirige un cantiere ritenga possibile ignorare un provvedimento emanato dal Presidente della Regione, assumendosi il rischio di esporre lavoratrici e lavoratori a condizioni climatiche estreme.

È questa la domanda che dovrebbe interrogare tutti.

Così come dovrebbe interrogare tutti il quadro complessivo che vive oggi il settore delle costruzioni nella città di Messina.

Lavoro irregolare, lavoro nero, dumping contrattuale, utilizzo improprio dei contratti collettivi, subappalti senza adeguati controlli e una legalità sempre più fragile rappresentano emergenze quotidiane.

A tutto questo si aggiunge una prospettiva estremamente preoccupante.

Mentre il resto della Sicilia e molte realtà del Paese stanno accelerando sugli investimenti, Messina rischia di arrivare impreparata al dopo PNRR. Le risorse effettivamente impiegate risultano ancora estremamente limitate, poco più del 22% di quelle disponibili, e il concreto pericolo è quello di una nuova e pesante crisi occupazionale che potrebbe travolgere migliaia di lavoratori del comparto.

Una crisi che rischia di aggravare ulteriormente lo spopolamento della città, fenomeno del quale il settore delle costruzioni è stato, negli ultimi dieci anni, uno dei principali indicatori.

Per queste ragioni chiediamo a Sua Eccellenza il Prefetto di Messina di convocare con la massima urgenza un tavolo istituzionale straordinario che riunisca organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Ispettorato Territoriale del Lavoro, ASP, Forze dell’Ordine, stazioni appaltanti ed enti competenti.

È il momento di assumere un impegno comune e verificabile per garantire il pieno rispetto dell’Ordinanza regionale, rafforzare i controlli e affrontare, con la stessa determinazione, tutte le emergenze che interessano il comparto delle costruzioni.

Per la FENEALUIL Sicilia la sicurezza non rappresenta uno slogan da utilizzare dopo ogni tragedia.

È un diritto costituzionale.

La legalità non può essere episodica, né affidata al senso di responsabilità dei singoli.

Deve diventare un metodo.

Perché quando una norma viene ignorata in pieno giorno, in un cantiere pubblico e davanti agli occhi di tutti, non è il sindacato ad essere sotto processo.

È la credibilità dello Stato.

E finché qualcuno continuerà a considerare la vita di un lavoratore meno importante di un cronoprogramma o di un margine di profitto, la FENEALUIL Sicilia continuerà a denunciare, a proporre e a pretendere rispetto. Perché il lavoro non può mai trasformarsi in una condanna, ma deve restare il fondamento della dignità, della libertà e della democrazia.

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