Una diretta e poi un post con sottofondo musicale. In mezzo una frase che qualifica in maniera inequivocabile la sindacalista “politicizzata” Clara Crocè. “Non dovete rompermi le palle”…
La finezza tipica di chi crede di essere quello che in fondo è: una sboccata credendosi simpatica.
Cara Crocè, l’ex sindacalista della Cgil, oggi a capo di una sigla autonoma, si dimena come un tonno finito nella rete all’indomani delle elezioni amministrative di Messina.
La sindacalista politicizzata – caso più unico che raro – s’è anche messa capo di una lista che è servita solo per portare acqua al mulino di Federico Basile. Ha congelato le rivendicazioni sindacali di quelle persone che aspettano ancora la stabilizzazione alla Messina Social City e la chimera di un contratto decente. Del resto l’ha detto lei stessa nella diretta dell’altro ieri: “Cos’è cambiato rispetto al sistema delle cooperative? Il contratto che viene applicato ai lavoratori è sempre quello delle cooperative”.
Appunto, lo chiediamo a lei: cos’è cambiato?
Ha forse cullato il sogno nel cassetto di fare ingresso nel mondo della politica sedendosi su una poltrona assessoriale e oggi, alla luce dello scadente risultato elettorale è stata messa alla porta da Basile?
Si lamenta di questo o si lamenta perché gli iscritti al suo sindacato oggi chiedono conto e ragione della scelta politica?
Il suo “peso” politico non è tale da “pretendere” nemmeno la sedia di un usciere a Palazzo Zanaca, del resto se ha totalizzato così pochi voti cosa pretende. Forse non l’hanno votata nemmeno gli iscritti al suo sindacato e questo le impone una seria riflessione sindacale. Del resto ci sono tante altre sigle che fanno sindacato e si tengono lontani dalla politica perché quando si aprono i tavoli negoziali vogliono avere le mani libere da possibili condizionamenti.
Clara Crocè è libera?
Lo vedremo. Intanto, speriamo di non averle rotto le p…
D. Gam.

Trombata non rassegnata… scusi per il commento poco “stilizzato” signora Crocè, ma sono sicuro che lei capirà!