Bilanciamento degli interessi contrapposti: da un lato gli imprenditori che gestiscono locali sulla litoranea, dall’altro il diritto dei cittadini. In mezzo c’è l’amministrazione comunale che sull’argomento non ha mai trovato una soluzione condivisa. Qualcuno, da anni, rimane sempre scontento. E guarda caso ad essere penalizzati sono sempre i cittadini, costretti a notti insonni per via della musica alta.
L’argomento è tornato prepotentemente al centro del dibattito cittadino, come ad inizio di ogni estate. Tirata in ballo l’amministrazione comunale che, sul tema, non è stata mai capace di trovare una soluzione che potesse contemperare le esigenze di chi fa imprese e il diritto dei cittadini al proprio riposo.
Complice, ovviamente, la vicinanza politica di alcuni imprenditori, peraltro schierati a sostegno del sindaco Federico Basile nella campagna elettorale appena conclusa.
Tuttavia, il problema senza alcuna alchimia andrebbe affrontato alla base, anche perché il problema vero – fermo restando il diritto dei cittadini che risiedono sulla litoranea – riguarda la sicurezza di chi frequenta i lidi.
Purtroppo, a quanto pare dalle foto che i giovani avventori postano sui Social, non verrebbe rispettato il limite della capienza. Generalmente, i locali vengono autorizzati per capienze mai superiori a 500 unità, ma nella realtà dei fatti il limite viene abbondantemente sforato. Addirittura, recentemente in un lido cittadino – riferiscono addetti al settore – è stata organizzata una serata con oltre 1.500 persone. Questo pone un serio problema di sicurezza che non va assolutamente trascurato. I locali non sono strutturati per ospitare un’orda di persone, non hanno vie di fuga adeguate e sistemi di sicurezza che possano garantire l’incolumità delle persone in caso di pericoli. Peraltro, come sottolineato da operatori del settore, la presenza di più persone induce l’organizzazione delle serate ad aumentare i decibel, da momento che la presenza massiva di gente funge da assorbente del suono. Sembra questione di lana caprina, ma non lo è affatto.
Se Palazzo Zanca, o comunque le autorità preposte ai controlli, vogliono realmente risolvere il problema devono intensificare i controlli attraverso la Polizia municipale. E il Comune non lo fa, allora devono intervenire Prefettura e Questura. Anche perché qui in gioco non c’è solo il diritto al riposo dei residenti, ma c’è anche a rischio la vita degli avventori dei locali.

