Saranno almeno 3 i ricorsi per il problema della raccolta firme delle liste a sostegno di Federico Basile. Due a Messina, uno a Barcellona Pozzo di Gotto, dove “Sud chiama Nord” ha vinto per una manciata di voti al primo turno.
Tre studi professionali molto accreditati di Messina stanno concludendo la redazione dei ricorsi, il cui deposito avverrà quasi certamente nella giornata di venerdì. Due, come detto, sono in via di definizione a Messina, uno nella città del Longano.
Se i ricorsi venissero accolti a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto si tornerebbe al volto. Se la tesi dovesse venisse accolta, ovvero la necessità della raccolta delle firme per le liste di appoggio a “Sud chiama Nord”, l’intera tornata elettorale verrebbe annullata.
Marcello Scurria, candidato sindaco del centrodestra, ha già annunciato in tempi non sospetti di non voler presentare ricorso, ma qualche cittadino riferibile all’area di centrodestra ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo. A Messina ci sarà quasi certamente anche il ricorso dell’ex magistrato Angelo Giorgianni.
La Regione, sulla base dei ricorsi, dovrà desecretare il pare di senso contrario, rimasto per un’assurda norma regionale nei cassetti dell’ufficio legislativo, che dava una interpretazione di senso opposto a quella prodotta dall’assessorato alle Autonomie locali che dava ragione a Cateno De Luca. Secondo il primo parere, le liste collegate al partito rappresentato in sede regionale e nazionale, non avevano bisogno di raccogliere le firme.
La palla adesso passerà ai giudici amministrativi, ma sulla testa del sindaco Federico Basile pende una “Spada di Damocle” che gli avrebbe consigliato di nominare dopo 25 giorni una giunta a tempo prefissato (1 anno).

