La “pesca a strascico” di Cateno De Luca

Redazione

La “pesca a strascico” di Cateno De Luca

mercoledì 06 Maggio 2026 - 08:21

Il copyright dell’espressione metaforica lo custodisce un ex appartenente alle Forze dell’ordine oggi in quiescenza. Una persona che conosce vita, morte e miracoli di “quelli di prima” e “quelli di ora”. Lo sdegno è dilagante in una città dove la politica si è trasformata in una sorta di azienda privata con incarichi a pioggia liquidati con soldi pubblici. E poi caratterizzata da donazioni rigorosamente liberali al partito del dominus.

E veniamo al tema della “pesca a strascico”. Cateno De Luca, com’è noto, ha deciso di giocare d’azzardo sulla pelle dei messinesi, inducendo il sindaco “fantoccio” (non ce ne voglia Basile ma l’impressione è questa) alle dimissioni anticipate. Una scelta squisitamente politica, studiata e pianificata a tavolino per le mire dello “Sciamano del Nisi” che ambisce alla conquista della poltrone di governatore di Sicilia.

Le dimissioni di Federico Basile sono state precedute da un lavoro preparatorio, come del resto sta emergendo dai numerosi articoli del nostro giornale, fatto di incarichi e promesse.

Cateno De Luca ha così calato le reti a strascico e sta setacciando il fondali “melmosi” di una città in profonda crisi economica, dove i giovani fuggono a frotte (28mila negli ultimi 8 anni) e con uno spaventoso tasso di disoccupazione attestato al 36,6% (dati ISTAT).

Lo scenario è disarmante, la politica ci sguazza in quei pochi centimetri di acqua putrida mista a melma con le reti (che mefatora!), che stanno setacciando il fondo di uno stagno vicino al suo prosciugamento.

Con tutto quello che galleggia coraggiosamente, Cateno De Luca lo tira in superfice per competere alle amministrative del 24 e 25 maggio.

Così solo si spiegano gli oltre mille candidati in corsa per pochi posti da consiglieri comunali e di quartiere. La pesca a strascico, peraltro parzialmente bandita dalla UE, è solo un tentativo di mantenere in mano il potere su Messina, città soffocata da una politica che non è mai cambiata.

D. Gam.

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