Il caso delle firme sta scuotendo la politica cittadina. Il roschio è che si possa mettere in dubbio la regolarità delle elezioni amministrative perché oggettivamente c’è un vulnus che non può essere superato da pareri o interpretazioni.
C’è bisogno di chiarezza, subito. Senza perdere ulteriore tempo rispetto ad una scadenza elettorale ormai alle porte.
Cateno De Luca il sospetto che stava portando avanti una “furbata” (more solito), lo ha esplicitato in quella richiesta di parere avanzata a marzo. Il parere che è un atto endeprocedimentale dell’assessorato regionale alle Autonomie locali, se in un primo momento dava il via libera alla “furbata” di Cateno De Luca, il quale non avrebbe avuto l’esigenza di raccogliere quasi 12mila firme a supporto delle sue liste, in un secondo momento gli stessi uffici hanno mosso dei rilievi.
Il problema non risiede solo nell’esenzione della raccolta delle firme, ma nella confondibilità dei simboli. Un problema che era stato posto dagli stessi candidati delle composizioni a supporto della candidatura di Federico Basile. In realtà, la replica del simbolo di “Sud chiama Nord” è stata studiata a tavolino, nell’ambito di una precisa strategia volta solo a favorire Basile. Dei candidati a Cateno De Luca in realtà non importa nulla. Ciò che importa è sbarrare il simbolo, anche in maniera confusa, perché a comandare è l’effetto trascinamento.
Visti i dubbi, sollevati anche da Marcello Scurria che ha presentato un “atto di significazione” alla Commissione elettorale, il gruppo-De Luca sta correndo ai ripari. Da ieri mattina sarebbero partire le convocazioni per la raccolta delle firme: visti i tempi ristretti si tenterà di mettere in protezione solo le 3-4 liste con i big.
D. Gam.

