Caso Croce, il Consiglio apre la contestazione sul ruolo di consigliere

Michele Bruno

Caso Croce, il Consiglio apre la contestazione sul ruolo di consigliere

martedì 13 Febbraio 2024 - 17:07

Si apre a partire da oggi la procedura di contestazione al consigliere comunale Maurizio Croce. Dopo una seduta più rapida del previsto e una breve sospensione di 15 minuti chiesta dal consigliere Giandomenico La Fauci per riunioni di gruppo, l’aula del Consiglio comunale di Messina, presenti 31 consiglieri su 32, ha approvato la delibera con 16 voti favorevoli e 15 contrari. La delibera sarà immediatamente esecutiva, perché dei 17 consiglieri rimasti in aula al termine della seduta, 15 hanno votato favorevolmente. È stato approvato anche l’emendamento dei consiglieri PD che chiedevano che anche l’articolo 8 della legge regionale 31/1986 venisse preso in considerazione nella delibera, non solo gli articoli 9 e 10. Il consigliere di centrodestra, ormai facente parte di Forza Italia, ha giustificato la sua assenza per “motivi lavorativi”.

Proprio sulla norma citata da questa delibera e sulla pronuncia recente del Dipartimento delle autonomie locali della Regione Sicilia si è discusso in aula.

Il presidente del Consiglio comunale Nello Pergolizzi aveva spiegato in avvio che ” il parere del Dipartimento non c’entra nulla con la discussione sul ruolo di consigliere. La competenza per i casi di ineleggibilità sopravvenuta è del Consiglio Comunale, secondo la legge regionale 31/86, art.9 e 10″.

Felice Calabrò (PD) ha approfondito: ” Oggi discutiamo sulla base della norma regionale 31/86, che è chiara. Non c’è da discutere. Si sta dando vita ad una situazione pirandelliana. Nessuno di noi vorrebbe esitare delibere di decadenza su un consigliere, ma dobbiamo assumerci le responsabilità di decidere, non possiamo delegare o rimpallare ad altri le nostre prerogative. Il soggetto attuatore della struttura commissariale di Governo per il dissesto idrogeologico Croce ha chiesto un parere all’Avvocatura e poi all’Anac. Qualcuno sosteneva che non potessero essere divulgati questi pareri, invece l’Avvocatura dice espressamente Croce poteva, se lo avesse ritenuto doveroso, rendere noto l’atto al Consiglio. Noi non decidiamo oggi la sua decadenza, ma diamo la possibilità in 10 giorni di proporre le sue controdeduzioni. L’Avvocatura sancisce l’incompatibilità, perché dirigente nazionale. Anac sancisce la natura nazionale del suo incarico, ma arriva a conclusioni diverse . Va comunque precisato che entrambi si occupano dell’incompatibilità per il ruolo di soggetto attuatore. Su questo si è espresso oggi il Dipartimento. Anche se mi chiedo cosa c’entri in merito una pronuncia del Dipartimento autonomie locali. Non si parla del Consiglio Comunale comunque in questi tre pareri”. Ha chiesto allora alla segretaria generale di evidenziare i contorni giuridici dell’intera vicenda e le competenze del Consiglio comunale sulla questione.

La segretaria Rossana Carrubba ha chiarito la differenza tra la delibera discussa oggi e le fattispecie ex art. 39/2013 di cui hanno discusso Anac, Avvocatura e Dipartimento autonomie. Quest’ultima “è una materia che non attiene al Consiglio. I pareri ci interessano oggi perché da essi emergono una presunta incompatibilità o ineleggibilità sopravvenute alla sua elezione, nel momento in cui ha assunto l’incarico di soggetto attuatore. Emerge dai due pareri che il soggetto attuatore è un organo dell’amministrazione statale, non regionale. Il consigliere decade se non rimuove la sua incompatibilità dopo l’avvio della contestazione”.

Una questione discussa è stata affrontata dal presidente Pergolizzi, che ha evidenziato che “il parere del Dipartimento è arrivato questa mattina alla presidenza, ma prima ad altri consiglieri”. Ed ha contestato una frase contenuta nella missiva inviatagli stamane dal Dipartimento, a cui afferma che risponderà. “Non mi è chiaro perché si dice che la Presidenza chiede impropriamente di ricevere questi pareri, facciamo questa attività nell’interesse pubblico e di pubblica trasparenza. Dobbiamo chiarire anche chi ha chiesto i pareri. Se Croce è responsabile anche dell’anti-corruzione è in conflitto di interessi”.

Altro argomento di discussione lo ha offerto la consigliera Concetta Buonocuore: “Questo è un tema che mi riguarda da vicino. Oggi rompo il silenzio. – ha annunciato -. Si è parlato spesso in questi giorni di senso di responsabilità, rispetto della legalità, quante volte ce ne ricordiamo? Oggi li trattiamo sulla vicenda del collega Croce. Bisogna farlo sempre, non solo quando ci fanno comodo”.

Giuseppe Trischitta ha annunciato il suo voto per ben due volte, sostenendo che: “La Legge Severino ha discrezionalità sulle nomine conferite a un soggetto, ma non sulle elezioni di consiglieri e deputati. Il parere Anac è stato probabilmente usato per sviare il voto. D’altronde il parere del Dipartimento è arrivato il giorno prima della discussione di oggi, potrebbe avere un senso un passaggio in Procura. Fossi in Croce non metterei in difficoltà il centrodestra e mi dimetterei. O forse il voto sulla sua decadenza mette in dubbio il suo incarico? Non votando – dice ai consiglieri del centrodestra -, non date a Croce la possibilità di difendersi. Rimarremo tutti sempre con questo dubbio sul suo ruolo di consigliere . Ma poi per mantenere nel suo incarico un membro con numerose assenze in Consiglio e che non viene mai in Commissione? Non ha nemmeno interesse ad essere consigliere, evidentemente. Comunque non decidiamo oggi sulla decadenza. Dopo la contestazione che apriamo oggi può farci cambiare idea, magari si dimette da soggetto attuatore e il tutto si risolve”.

Ha dichiarato infine il voto favorevole suo e del suo gruppo rivendicando “una scelta di onestà” e chiedendo a Carrubba di chiarire se il voto odierno potrà cambiare nella seduta che ci sarà dopo i 10 giorni previsti di attesa delle controdeduzioni.

Nel suo secondo intervento ha chiarito “chi subisce un danno da un nostro voto contrario o favorevole? Coloro che subiscono un danno sono coloro che hanno diritto a subentrare a Croce e subiscono l’impedimento per un voto politico. Subiscono un danno economico e di immagine. Io mi occupo di risarcimento danni e sono stato inserito tra i migliori d’Italia recentemente – ndr in una classifica del Sole24Ore -. Posso votare contro una delibera come questa proposta dagli uffici, con parere favorevole della dirigente Strano e la segretaria Carrubba? Non è una delibera su una scelta politica”. Durante questo suo intervento si sono levati brusii di contrarietà dall’aula, redarguiti dal presidente Pergolizzi.

Buonocuore ha preso la parola per rispondere ironicamente: ” È un peccato che ai tempi non mi difese l’avvocato Trischitta, quando ero io ad avere un diritto dello stesso genere. Certe questioni sono rimaste chiuse nel cassetto invece”. E detto questo ha annunciato il suo voto contrario, rimptoverata da Pergolizzi che ha contestato: “Se fa accuse circostanziate si deve prendere la responsabilità di ciò che dice, sono affermazioni gravi”.

Adesso è questo ciò che si attende: entro 10 giorni il consigliere comunale Maurizio Croce potrà inviare delle controdeduzioni o eliminare i presupposti della contestazione, cioè dimettersi da soggetto attuatore del Commissario per il dissesto idrogeologico. Dopodiché vi sarà la discussione in Consiglio che molto probabilmente decreterà la sua decadenza da consigliere comunale.

Michele Bruno.

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