Centosettantaquattro milioni e trecentomila euro: una pioggia di finanziamenti che riporta al centro il problema della “spartitocrazia” e di una politica sempre più distante dai reali bisogni dei siciliani. Futuro Nazionale prende nettamente le distanze da questo metodo di gestione delle risorse pubbliche, che alimenta la logica delle spartizioni e solleva seri interrogativi sulla trasparenza delle assegnazioni e sulle priorità della spesa.
«Mentre famiglie, lavoratori e imprese chiedono risposte concrete, assistiamo all’ennesima distribuzione di fondi attraverso una miriade di interventi. I partiti sembrano più impegnati a soddisfare i propri equilibri che a costruire una strategia per il futuro della Sicilia. I soldi pubblici non sono bottino dei partiti: appartengono ai cittadini».
Lo afferma Tommaso Antonino Calderone, Responsabile Futuro Nazionale con Vannacci in Sicilia.
Futuro Nazionale lancia un appello diretto al Governo nazionale: «Impugnate questa legge-vergogna davanti alla Corte costituzionale. Non si può restare in silenzio davanti a una gestione delle risorse pubbliche che alimenta la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Chiediamo al Governo di intervenire con decisione e di sottoporre la legge al vaglio della Corte, affinché siano verificate le disposizioni contestate e tutelati i principi di legalità e trasparenza. Chiederemo verifiche puntuali sui criteri di assegnazione, sui beneficiari e sull’effettivo utilizzo delle risorse pubbliche. È ora di fermare questo sistema. Basta spartitocrazia, basta logiche clientelari, basta trattare il denaro dei siciliani come materia di accordi politici. Non basta cambiare il nome dei fondi: bisogna cambiare metodo e mettere finalmente i cittadini al primo posto».
