La UIL Funzione Pubblica di Messina alza decisamente il livello delle rimostranze istituzionali sulla vicenda di Capizzi, dove il Direttore Generale dell’ASP di Messina avrebbe proceduto alla sottoscrizione pubblica di una deliberazione riguardante il completamento dell’orario contrattuale degli specialisti ambulatoriali veterinari, durante una tavola rotonda alla presenza di esponenti politici, deputati regionali e rappresentanti di una sola Organizzazione Sindacale. La Segreteria Generale Territoriale della UIL FP ha deciso di investire formalmente della questione il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’Assessorato Regionale della Salute, il Presidente della VI Commissione Salute dell’ARS e il Dipartimento Regionale per la Pianificazione Strategica, chiedendo una verifica sulla regolarità del procedimento amministrativo e sulle modalità con le quali è stata sottoscritta e pubblicamente presentata la deliberazione. «Vogliamo essere estremamente chiari: non contestiamo il provvedimento, che rappresenta un risultato importante per i lavoratori, atteso da oltre vent’anni e per il quale la UIL Funzione Pubblica si è battuta con determinazione. Contestiamo invece un metodo che riteniamo profondamente discutibile e che rischia di compromettere l’immagine di imparzialità delle istituzioni sanitarie pubbliche», dichiara Livio Andronico, Segretario Generale Territoriale della UIL Funzione Pubblica di Messina. Ma a suscitare ulteriori interrogativi è soprattutto un altro aspetto della vicenda. «Alla data odierna, per quanto ci risulta, la deliberazione non sembrerebbe ancora pubblicata sull’Albo Pretorio online dell’ASP di Messina. Se tale circostanza venisse confermata, sarebbe legittimo domandarsi come sia possibile che un provvedimento amministrativo venga pubblicamente annunciato e celebrato, alla presenza di rappresentanti politici e di una sola sigla sindacale, prima ancora che risulti conoscibile attraverso gli ordinari canali istituzionali. È questo il modello di amministrazione pubblica che intendiamo rappresentare ai cittadini siciliani?», prosegue Andronico. La UIL FP richiama i principi di buon andamento e imparzialità sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, nonché quelli di trasparenza e pubblicità dell’azione amministrativa, chiedendo di accertare le date effettive di adozione, sottoscrizione, registrazione e pubblicazione dell’atto, oltre alla regolarità dell’intero procedimento. «Non sosteniamo che firmare una deliberazione fuori dalla sede aziendale costituisca automaticamente una violazione di legge. Ma quando un atto amministrativo viene trasformato in un evento pubblico, con una platea politica e una rappresentanza sindacale selezionata, riteniamo che le istituzioni regionali abbiano il dovere di verificare se siano stati rispettati tutti i principi che regolano l’attività amministrativa». «Le deliberazioni aziendali non sono premi da consegnare durante le manifestazioni pubbliche, né strumenti di propaganda politica o sindacale. Sono atti amministrativi che appartengono all’istituzione e devono rispondere esclusivamente all’interesse pubblico». Da qui la richiesta di un intervento concreto della Regione Siciliana. «Se vogliamo dimostrare che la Sicilia non è una terra nella quale l’arbitrio prevale sulla legalità amministrativa, occorre che il rispetto delle regole venga preteso da tutti, a maggior ragione da coloro che sono chiamati a dirigere le Aziende Sanitarie pubbliche. Le istituzioni devono essere le prime garanti della legalità, della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa. E qualora dovessero emergere comportamenti contrari a tali principi, non possono essere sufficienti semplici richiami formali, ma devono essere adottati provvedimenti concreti, proporzionati alla gravità delle eventuali responsabilità accertate». La UIL Funzione Pubblica chiede pertanto che gli organi regionali competenti acquisiscano la documentazione relativa alla deliberazione, verifichino il rispetto delle procedure amministrative e richiedano chiarimenti formali alla Direzione Generale dell’ASP di Messina. Alla VI Commissione Salute dell’ARS viene inoltre chiesto di valutare un eventuale approfondimento istituzionale della vicenda. «Non siamo interessati alle fotografie celebrative, alle passerelle o alle competizioni per attribuirsi meriti sindacali. Siamo interessati al rispetto delle regole e alla tutela della credibilità delle istituzioni. Un Direttore Generale deve essere garante dell’imparzialità amministrativa, non prestarsi a iniziative che possano alimentare il sospetto di rapporti privilegiati con determinati soggetti politici o sindacali», sottolinea Andronico. «Ci auguriamo che il Presidente della Regione e l’Assessore della Salute non sottovalutino quanto rappresentato. Non chiediamo condanne preventive, ma verifiche serie e, qualora emergano responsabilità, l’adozione dei provvedimenti previsti dall’ordinamento. La Sicilia ha bisogno di una sanità amministrata con rigore, trasparenza e autorevolezza, non di iniziative che rischiano di confondere l’attività istituzionale con la ricerca del consenso». «Perché le regole, se valgono per i lavoratori, devono valere ancora di più per chi è chiamato a dirigere la sanità pubblica. E su questo principio la UIL Funzione Pubblica di Messina non intende fare alcun passo indietro», conclude Livio Andronico.
Veterinari, Uil-Fp: il caso-Capizzi approda all’ARS
lunedì 19 Ottobre 2026 - 17:36
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