Stamattina
Cateno De Luca s’è svegliato con la bella notizia dell’assoluzione alla Corte d’Appello di Reggio Calabria per una vicenda che lo vedeva contrapposto all’ex magistrato
Vincenzo Barbaro. Il solito post in cui proclama la sua innocenza e dove scrive testualmente: “
Sono stato sempre assolto”. In realtà, giusto per rinfrescargli la memoria riportiamo di seguito un articolo del nostro giornale, risalente allo scorso 16 giugno. Condanne di cui non sapevano niente a Fratelli d’Italia e men che meno la leader del partito
Giorgia Meloni, che lo hanno imbarcato
.
Quattro condanne rendono De Luca politicamente “vulnerabile”
“
In punto di diritto” è formalmente un pregiudicato. Anzi, per la
legge italiana, è un pluripregiudicato dal momento che nel suo casellario
giudiziario, di cui siamo venuti in possesso ieri – non quello che esibisce
solitamente – risultano
quattro condanne passate in giudicato.
Un fardello di non poco conto, che rende Cateno De Luca, il dominus di “
Sud chiama Nord” vulnerabile da un punto di vista politico. E’
candidabile, sia chiaro, ai sensi della cosiddetta
legge-Severino,
ma un problema etico c’è, eccome.
Tre condanne per diffamazione
La prima risale al 28 aprile del 2018 per un reato commesso il 4 marzo 2012.
Sentenza di condanna confermata dalla
Corte d’Appello di Messina
(in data 22 gennaio 2018), con l’accusa di diffamazione col mezzo della stampa continuata. La
Cassazione il 2 maggio del 2019 ha rigettato il
ricorso. La condanna è consistita in una multa da
800,00 euro.
La seconda condanna, sempre per il medesimo reato, risale al 27 aprile 2018 con decreto penale del
Gip di Messina che gli ha comminato una
multa pari a
750,00 euro (sospensione condizionale della
pena).
Infine, la terza sempre per diffamazione, risalente al 7 agosto 2020, è
costata a
Cateno De Luca la pena di
1.000,00 euro di multa a seguito del decreto penale
del Gip di Messina (reato commesso il 24/3/2020).
Condanna per vilipendio delle istituzioni costituzionali
La vicenda è molto nota e fece tanto scalpore all’epoca dei fatti, quando
Cateno De Luca, durante le dirette Social nel periodo del
Covid,
insultò pesantemente mandandola a quel paese, l’allora ministro dell’Interno,
Luciana Lamorgese.
Cateno De Luca è stato condannato alla
multa di
1.500,00 euro a seguito del decreto penale di
Gip
del Tribunale di Messina per avere violato l’articolo
290 del
codice penale, il 7 agosto 2020. Sentenza resa esecutiva il 27 marzo
2021.
Si tratta di un reato “grave” perché commesso da un uomo delle Istituzioni
pubbliche: giacché oggi dice pubblicamente di volersi candidare per diventare “sindaco di Sicilia”.
Perché De Luca è politicamente vulnerabile
Politicamente, benché
De Luca sia candidabile come detto,
le
quattro condanne lo rendono “vulnerabile” da un punto di
vista politico. Negli ambienti la notizia delle condanne, cui ne potrebbero
seguire anche delle altre per diffamazione, non pongono il leader di “
Sud
chiama Nord” nella condizione di poter dettare le regole di possibili
e presunte alleanze.
Le pene comminate, del resto, rappresentano un pesante “
fardello”
su cui gli schieramenti potrebbero essere tentati nel dare luogo ad un’aspra
campagna elettorale, in vista delle prossime consultazioni elettorali. Il
prossimo anno, salvo elezioni anticipate, i cittadini saranno chiamati per il
doppio appuntamento delle Politiche e delle regionali.
In arrivo altre querele e richieste risarcimenti
La campagna elettorale per le amministrative, appena conclusa, porta dietro di sé le scorie di insulti e presunte diffamazioni compiute da
Cateno
De Luca durante le ormai celebri dirette Social a base di epiteti e
attacchi rivolti agli avversari politici e ad alcuni giornalisti. Secondo
quanto ci è dato sapere, oggi viene depositata la prima due querele contro il
sindaco di Taormina, ma è molto probabile che altre vengano presentate
dalle parti offese alle Procure di
Messina e
Barcellona Pozzo di Gotto, nei prossimi giorni. Poi ci sono sempre in “agguato” le richieste risarcitorie in sede civile. Insomma, ci sarà tanto da lavorare per il pool di avvocati di
Cateno De Luca, guidati da
Salvatore Silvestro, il quale avrà il compito di
contenere l’attacco giudiziario nei confronti del suo assistito. Il rischio
adesso si fa altissimo, tenuto conto che ha già collezionato tre condanne per
diffamazione: c’è quindi l’ipotesi che possano arrivare altre condanne. E
allora si apre la pericolosa strada del “
cumulo delle pene”.
Ecco perché la posizione del leader di “Sud chiama Nord” è
politicamente “vulnerabile”.