PALERMO (ITALPRESS) – “La legge ‘Liberi di scegliere’ è la prima legge di contrasto alla mafia nata da un’esperienza sul campo e non da un’emergenza. Una legge che consente finalmente di ragionare in termini sistemici nella lotta alla criminalità organizzata, agendo su una frontiera su cui siamo ancora indietro, e cioè contro la reputazione e il prestigio sociale dei boss, che continuano a godere del consenso di una parte consistente della popolazione”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, intervenendo al convegno al Palazzo di giustizia di Palermo “Liberi di scegliere. Aspetti antropo-psichici e giuridici del fenomeno mafioso: esperienze e progettazione” promosso dall’ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, insieme a magistrati, procuratori, avvocati, rappresentanti del servizio sociale, dell’università e istituzioni.
“Tutte le leggi più importanti sul fronte del contrasto alla mafia sono state fatte in seguito a fatti di sangue gravissimi – ha aggiunto Cracolici – la Legge Rognoni-La Torre è stata approvata dal parlamento in soli 11 giorni in seguito all’omicidio del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, quando finalmente si è capito che la mafia era una minaccia allo Stato. C’è voluta la morte di un prefetto piemontese per far capire a tutti che la mafia non era solo ‘un problema tra siciliani’. Lo stesso è avvenuto con la legge sui collaboratori di giustizia e poi con quella sul regime del 41bis, che hanno rafforzato le misure repressive e che sono nate sull’onda dell’emozione dopo le stragi di mafia. Con ‘Liberi di scegliere’ finalmente, dopo un’attività pionieristica e quasi volontaria di singoli pezzi istituzionali, in seguito al protocollo ideato dal magistrato Roberto Di Bella, si è realizzato un modello interdisciplinare che come in un pool ha messo insieme più soggetti per offrire alle mamme e ai ragazzi provenienti da contesti mafiosi la possibilità di un futuro diverso agendo in modo sistemico”.
Il presidente Cracolici ha poi ricordato che il percorso “Liberi di scegliere”, dopo essere diventato legge regionale, da questa estate ha assunto una dimensione nazionale.
– foto ufficio stampa Presidente commissione Antimafia Ars Antonello Cracolici –
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