Marcello Scurria e Pippo Capurro affondano il coltello nella piaga dei ricorsi elettorali. Il gruppo consiliare ha tenuto una conferenza stampa dalla quale sono emersi dettagli a dir poco inquietanti.
I ricorsi elettorali contro l’elezione del sindaco Federico Basile hanno visto la costituzione del Comune di Messina con l’avvocato Santi Delia, incaricato da Palazzo Zanca.
La delibera di conferimento dell’incarico è stata approvata dalla Giunta municipale, con l’assenza del sindaco Federico Basile, controinteressato del procedimento innanzi al TAR di Catania.
Il Comune – secondo Scurria e Capurro – nel procedimento sarebbe parte neutra e per questo motivo non avrebbe nemmeno dovuto costituirsi con un avvocato pagato con i soldi dei cittadini. Ma c’è di più, da quello che è emerso dalla conferenza, lo stesso Basile nel giudizio non si è costituito con un proprio legale, evitando quindi un esborso di denaro personale.
La questione è destinata a finire sul tavolo della Procura della Corte dei Conti che, in passato, ha condannato l’intera giunta di un Comune sicialiano per una caso analogo.
Ma Scurria e Capurro vanno oltre, tant’è che le carte sono state trasmesse anche alla Procura della Repubblica di Messina che avrà il compito di fare luce sulla vicenda e accertare se sono stati commessi eventuali reati.
“I Comuni nei ricorsi elettorali – ha detto Scurria in conferenza – sono parte neutra e mai si costituiscono, ma a Messina si è scelto di farlo. Un avvocato viene così pagato con i soldi dei cittadini”.
Oggi, intanto, è attesa la sentenza del TAR di Catania sul primo ricorso riguardante Barcellona Pozzo di Gotto: il 20 saranno discussi i ricorsi che riguardano Messina.
