Un’autentica “bomba” scuote gli ambienti politici-amministrativi messinesi. Il caso-firme di “Sud chiama Nord”, approda in Parlamento con una interrogazione urgente ai Ministeri dell’Interno e Affari Regionali e le Autonomie. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulla vicenda della mancata raccolta firme delle liste di Sud chiama Nord, valutare ingerenze e presunte omissioni.
L’atto parlamentare porta la firma del deputato di Futuro Nazionale, Tommaso Calderone, recentemente approdato al partito di Vannacci, dopo essersi smarcato da Forza Italia.
Il vice presidente della Commissione giustizia, focalizza la sua attenzione anche sul “ruolo” svolto nella vicenda delle firme dalla segretaria generale, Rossana Carrubba.
“…la Segretaria Generale del Comune di Messina, pur estranea alla verifica delle candidature, si è inserita nell’istruttoria sovrapponendosi alle competenze previste dalla legge e le risultanze di tale ingerenza, confezionate in note, non sono state pubblicate sui siti istituzionali, in discontinuità con gli obblighi di trasparenza ed i candidati ne hanno preso visione soltanto il 24 aprile 2026, in conseguenza della presa di posizione pubblica di un candidato sindaco, con grave vulnus alla par condicio”.
E’ quanto si legge nell’atto parlamentare che adesso potrebbe sfociare in un atto ispettivo del Ministero dell’Interno, così come richiesto da Calderone.
“Regolarità e trasparenza elettorale garantiscono la legittimità democratica delle istituzioni territoriali, dal momento che, in funzione del dettato costituzionale, la gestione del procedimento preparatorio deve assicurare imparzialità, parità tra candidati e stretta osservanza delle norme sull’ammissibilità delle liste, tenuto conto che l’esenzione dalla raccolta firme costituisce un’eccezione e richiede una norma di legge primaria, non potendo essere introdotta o estesa mediante atti endoprocedimentali o semplici note emanate da organi privi di competenza; il ruolo di Prefetture e Commissioni Elettorali è tassativo a presidio della neutralità istruttoria e le ingerenze di soggetti estranei, unitamente all’omessa pubblicazione di atti o pareri legali, ledono la difesa dei controinteressati, alterano la competizione e pongono le basi per l’annullamento delle elezioni, con grave danno erariale; nel contesto dei procedimenti preparatori per le consultazioni amministrative destinate al rinnovo degli organi democratici locali e nelle elezioni comunali del 24-25 maggio 2026, si sono riscontrate significative anomalie procedurali; in particolare, il Dirigente del Servizio 5° dell’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, senza coinvolgere Direttore Generale e Assessore, ha avallato, attraverso semplici note, l’ammissione di 15 liste esentandole dalle firme; atti successivamente diramati dalla Prefettura di Messina alle Commissioni Elettorali Circondariali senza la dovuta e necessaria istruttoria di legittimità”.
Tommaso Calderone poi fa riferimento al parere dell’Ufficio legale e legislativo della Regione Sicilia, acquisito il 28 aprile 2026: “Risulta, secondo quanto emerso dagli organi di stampa (rappresentata da autorevoli organi di informazione quali la Gazzetta del Sud), totalmente contrario all’interpretazione derogatoria adottata dai funzionari regionali.
Il parlamentare ricostruisce i contorni della vicenda giungendo ad una conclusione: “Si è determinato un indebito vantaggio strutturale a favore di una singola forza politica, in aperto contrasto con i principi costituzionali di eguaglianza, libertà del suffragio ed elettorato passivo sanciti costituzionalmente”.
Il deputato di Futuro Nazionale chiede se “Il Ministro sia a conoscenza delle anomalie sopra descritte, in grado di minare la regolarità del procedimento elettorale; le ragioni per le quali la Prefettura abbia diramato note omettendo di comunicare alle CEC (Commissioni elettorali centrali), il parere contrario emanato dall’Ufficio legislativo e perché le anzidette note non siano mai state pubblicate sui portali governativi e regionali; se intenda disporre con urgenza un’ispezione amministrativa sulla Prefettura di Messina al fine di accertare eventuali responsabilità dirigenziali; se intenda valutare la condotta posta in essere dalla Segretaria Generale del Comune di Messina per l’interferenza nel procedimento elettorale riservato alle competenti Commissioni”.
