Marcello Scurria lo aveva annunciato all’indomani delle elezioni: “Farò una rigorosa attività di controllo”. E lo sta facendo in maniera più che rigorosa. Al punto che sta mettendo alle corde il sindaco Federico Basile e la sua giunta municipale.

La prima buccia di banana sulla quale è scivolato il sindaco, riguarda lo schema del contratto di servizio con la Messina Social City, la Partecipata comunale che originariamente si sarebbe dovuta occupare dei Servizi sociali ma che con l’avvento dei De Luca-boys sta diventando una multiservizi cui manca solo la gestione del “circo equestre”.
Per il resto si è occupata di tutto, come la gestione di ville, forti, piscine, schiticchi, sagre, e promozione della Bandiera Blu. Un fatto più unico che raro nella pubblica amministrazione, dove il ruolo dei dipendenti comunali viene ridotto a quello di semplici passacarte.
La gestione “opaca” della Messina Social City è finita nel mirino delle opposizioni comunali, guidate da Marcello Scurria, tant’è che l’approvazione dello schema di contratto s’è arenata in aula. Lunedì, forse, se arriveranno i documenti richiesti, la delibera andrà in votazione. Caso contrario proseguirà lo stallo. E’ chiaro che i consiglieri hanno una immensa responsabilità, tenuto conto che la questione è finita all’attenzione della Procura della Corte dei Conti.
La nota, piuttosto dettagliata, è stata inviata dal gruppo consiliare “Scurria sindaco” all’organo inquirente della magistratura contabile. L’oggetto è indicativo: “Segnalazione plurime irregolarità procedimentali e sostanziali…”.
Un documento che rappresenta una clava anche per i consiglieri di maggioranza che dovranno approvare la proposta di delibera, tenuto conto che in caso di apertura di un procedimento e di condanna, dovranno mettere mani al portafogli per rifondere la Pubblica amministrazione.
Ma perché Marcello Scurria sta gridando allo scandalo? La risposta è semplice, lo schema di contratto non prevede alcun allegato che spieghi per qualche motivo il Comune di Messina dovrà impegnare oltre 55mln di euro in tre anni da corrispondere alla Messina Social City a fronte dei servizi resi. Rispetto al precedente contratto c’è anche un incremento di spesa che fa schizzare i costi.
Fra le nuove voci, chiamiamole creative, indicate nello schema c’è anche una posta “Periodici di informazione sociale”, senza indicare di cosa si tratti né la cifra necessaria. Per deduzione, l’informazione sociale riguarda una sorta di promozione pubblicitaria che la Messina Social realizzerà attraverso organi di informazione di riferimento.
Di fatto Scurria rileva: “Incremento annuo non giustificato: € 466.773,29/anno (pari al +2,67% sul totale 2022) — nessun documento allegato alla proposta n. 161 spiega come si pervenga a tale importo, né indica se l’incremento derivi da: adeguamento ISTAT, revisione del CCNL, ampliamento dei servizi, modifica degli standard qualitativi o altro”.
D. Gam.
