Salvatore Saglimbeni, fresco di nomina alla presidenza di AMAM Spa, è uno dei 14 imputati del processo che vede alla “sbarra” ex amministratori, impiegati comunali e imprenditori, finiti al centro di una inchiesta della Procura di Messina per la mancata bonifica della discarica di Vallone-Guidari.
Fra gli imputati anche gli ex sindaci di Messina, Renato Accorinti e Cateno De Luca, oltre agli assessori all’ambiente dell’epoca dei fatti, nonché i presidenti della MessinaServiziBeneComune, Beniamino Ginatempo e Pippo Lombardo.
Contestati reati ambientali
Tutti devono di reati ambientali per non avere provveduto – secondo l’accusa – alla bonifica dell’area collinare, nella zona Sud della città, che era stata adibita a discarica e andava ripulita.
Fra gli imputati figura anche Saglimbeni, perché funzionario del Comune di Messina (oggi pensionato), il quale nei giorni scorsi è stato nominato presidente dell’AMAM Spa, la società che gestisce il servizio di erogazione idrica in città. Il processo è alle battute iniziali, dopo che lo scorso novembre il pubblico ministero, Anna Maria Arena, ha spedito l’avviso di chiusura delle indagini.
Nessuna costituzione di Parte civile
Parte offesa la Città Metropolitana di Messina, nella persona del sindaco Federico Basile, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente e il ministero dell’Ambiente. Occorre sottolineare che non vi sarebbe stata alcuna costituzione di Parte civile, proposta dal sindaco Basile, tenuto conto che fra gli imputati figura anche Cateno De Luca, il leader del partito al quale appartiene.
Il “danno reputazionale”
Il fatto che Saglimbeni sia sotto processo non gli preclude la possibilità di guidare un’azienda Partecipata comunale, tuttavia c’è un tema del quale Palazzo Zanca dovrebbe tenerne conto, ovvero quello riguardante la valutazione del cosiddetto “danno reputazionale” derivante dal processo che vede Saglimbeni coinvolto. L’AMAM Spa gestisce il servizio idrico e le reti collegate, peraltro l’inchiesta di Vallone Guidari riguarda ‘inquinamento del suolo e delle falde del territorio messinese. Pertanto, spetta all’Assemblea dei Soci (ovvero al Sindaco di Messina Federico Basile) valutare se la nomina possa creare un conflitto o un grave danno all’immagine di trasparenza della società a partecipazione comunale.
Lo farà?
D. Gam.
