Partecipate, premiato tutto tranne merito e competenze

Redazione

Partecipate, premiato tutto tranne merito e competenze

mercoledì 09 Settembre 2026 - 10:20

Se si riavvolgesse il nastro degli utimi 8 anni della politica messinese, ci si renderebbe conto che la rivoluzione di Cateno De Luca è stata solo “decantata”. Una rivoluzione gattopardiana. Nulla è cambiato, nemmeno i criteri delle nomine nella società Partecipate.

Senza entrare nel merito delle qualità personali dei nominati, balza certamente agli occhi anche dei meno attenti l’inadeguatezza al ruolo o se volete la scarsa competenza di alcuni dei “premiati” dalla prima tornata delle nomine a tempo determinato all’interno delle società a partecipazione comunale. Scelte dettate dallo stesso De Luca che ha dovuto fare l’equilibrista per non suscitare reazioni in vista delle regionali.

Alla fine la linea-Silvestro (lui stesso ha precisato che non fa politica), ha prevalso su tutti i fronti. Rimosso il problema-Zante, l’avvocato penalista ha ottenuto due presidenze. Una sicura, quella dell’architetto Romano, genero dell’avvocato Carlo Autru Ryolo, l’altra è andata a Chiara Sterrantino che fa parte della stessa scuderia.

Il merito

Le nomine di ieri hanno evidenziato come il “merito” è stato sacrificato sull’altare degli interessi della politica. Persone inadeguate al ruolo che andranno ad occupare una poltrona nei CdA delle Partecipate, a fronte di uno stipendio mensile su cui De Luca chiederà la volontaria devoluzione del 15% alle casse del partito. Lo ha fatto in passato lo “Sciamano del Nisi” e con molta probabilità lo farà anche oggi. Eppure erano arrivate oltre 500 domande di professionisti che speravano di essere nominati. Alla fine si è proceduto con una scelta “intuitus personae”, come del resto lo consente la legge.

L’identikit del nominato

L’infermiere, la pedagogista con l’hobby del canto, il perito elettronico, l’avvocato di professione e di semplice chiamata (nel senso che non esercita stabilmente), fino al pensionato. Il ventaglio dei nominati è ampio e non ha tenuto per nulla conto delle competenze. Come nel caso della pedagogista Claudia Lo Cascio, impiegata con il marito Franco Laimo alla Messina Social City (peraltro fresca di stabilizzazione), che siederà sulla poltrona della Patrimonio Messina. Praticamente, quasi tutti i nominati hanno in comune la candidatura senza successo alle scorse amministrative. Probabilmente questo costituiva titolo di merito.

Le nomine adeguate

E’ chiaro che nel mucchio il sindaco Federico Basile raccogliendo le indicazioni di Cateno De Luca, abbia “pescato” anche qualche profilo di livello. Come nel caso dell’avv. Chiara Sterrantino, già vice presidente del Cas e un’adeguata competenza, che andrà a ricoprire la carica di presidente di ATM. Poi c’è l’ex funzionario del Comune di Messina, oggi pensionato, Salvatore Saglimbeni destinato – senza onorario – alla presidenza dell’AMAM. Nulla da dire per gli avvocati Vincenzo Ciraolo o Massino Rizzo (tranne le piroette politiche). Nulla da eccepire, infine, per l’architetto Francesco Romano che guiderà la Patrimio Spa.

D. Gam.

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