Progressista, autonomista, sturziano, conservatore. Si definisce così Cateno De Luca, nel tentativo di convincere il suo elettorato a dargli fiducia per il suo “Governo di Liberazione”.
Viste le recenti nomine delle Partecipate comunali di Messina, l’unica liberazione possibile che potrebbe proporre è quella sua. Liberare Messina dalla sua dominazione.
Gli elenchi dei nominati vanno letti attentamente, perché alcuni di essi riconducono alla cosiddetta “Prima Repubblica”, quella tanto vituperata da Cateno De Luca.
Il “finto” rivoluzionario ha capito come fare funzionare la macchina dei consensi, anche attraverso la ristrutturazione della cosiddetta “Prima Repubblica”. Del resto, i nomi riconducono a personaggi che, a detta sua, avrebbero avuto delle responsabilità nell’affossamento di Messina, nella creazione delle voragini dei bilanci comunali.
Gente legata a politici della “Prima Repubblica” o che ha frequentato le segreterie politiche più svariate, da destra a sinistra passando per il centro.
Altro che “Governo di Liberazione” con De Luca si procedere verso la ristrutturazione del vecchio. A partire dal sistema delle clientele che ha governato le recenti nomine nelle Partecipate comunali.
Definite dallo “Sciamano del Nisi” il “Bancomat della politica”.
D. Gam.
