Avete presente quel Reel che circola da tempo in Rete, da titolo “Vi presentu a me squatra…”?
Ecco questa foto sembra ricondurre a quel video allegorico girato alla “Fiera di Catania”, tempo fa. A parte la metafora, c’è da essere seri, perché ieri si è consumato un autentico sfregio alla città, all’elettorato di Federico Basile e soprattutto nei confronti di quanti hanno presentato domanda per ambire a un posto nei CdA delle Partecipate comunali.
Alle domande sono stati allegati i curricula e siamo certi che la scelta non sia ricaduta sui migliori, su colori i quali possedevano le competenze per andare a ricoprire un ruolo gestionale della “Cosa pubblica”.
In fin dei conti, la Pubblica amministrazione deve perseguire l’interesse pubblico seguendo e rispettando alcuni criteri, come quella della ragionevolezza. Di ragionevole nella scelta dei candidati c’è poco o forse nulla. Il caso limite è rappresentato da Claudia Lo Cascio (ne citiamo una, ma ve ne sono altri casi), piazzata da Basile su indicazione di Cateno De Luca alla “Patrimonio Spa”. Una carica importante che richiederebbe una competenza specifica, a rigore di logica. Tuttavia, Basile nomina una laureata in Pedagogia, dipendete della Messina Social City (aspettiamo uno strillino di Clara Crocè), con l’hobby del canto e delle serate nei piano bar cittadini. Il dettaglio che sia la moglie di Franco Laimo, ex consigliere di quartiere e ripetutamente candidato con le liste di Cateno De Luca, non è un dettaglio. Che lo stesso Laimo sia stato assunto alla Messina Social City, com la moglie e tanti altri, con la gestione deluchiana è solo cronaca.
D. Gam.
