Caso-firme, il dubbio c’era: raccolte a Giardini Naxos

Redazione

Caso-firme, il dubbio c’era: raccolte a Giardini Naxos

martedì 08 Settembre 2026 - 09:29

Il caso delle firme è tornato ad animare il dibattito politico, anche perché la data della prima udienza per le amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto, ormai è dietro l’angolo. Giorno 1 ottobre il ricorso sarà affrontato al TAR di Catania ed entro 24 ore sarà depositata la sentenza.

A differenza di Messina, il legale Paolo Starvaggi non ha chiesto l’invalidazione della tornata elettorale, bensì la proclamazione di Nicola Barbera avendo ravvisato il vulnus della raccolta delle firme per i partiti che hanno sostenuto la candidata di “Sud chiama Nord”, Melangela Scolaro.

A Barcellona Pozzo di Gotto riferiscono di un pessimismo evidente a Palazzo del Longano, dove l’attuale amministrazione è consapevole del rischio di dovere fare le valige.

La sentenza d’inizio ottobre farà da apripista per quella fissata il 20 ottobre, quando sarà discusso il ricorso per le amministrative di Messina.

Tuttavia, un dettaglio che non è sfuggito ai legali dei ricorrenti riguarda quanto accaduto a Giardini Naxos, dove il candidato sconfitto di “Sud chiama Nord”, Salvo Puccio, nel dubbio ha provveduto alla raccolta delle firme.

Un segnale di debolezza della tesi di Cateno De Luca, il quale riteneva, forte di un parere dell’assessorato regionale alle Autonomie Locali, rilasciato in fretta e furia senza nemmeno investire della questione l’ufficio legislativo, che gli dava ragione.

Lo “Sciamano del Nisi”, quindi, sapeva che c’era qualche problema. Per la precisione, le liste in prima battuta erano state presentate senza le firme, ma in una fase successiva, comunque nei termini, sono state ripresentate con le sottoscrizioni.

Un punto sul quale potrebbero fare leva i legali che stanno proponendo i ricorsi amministrativi al TAR di Catania.

D. Gam.

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