L’anticiclone africano regala altre giornate roventi fino a martedì, poi da mercoledì un fronte atlantico apre la strada a temporali diffusi e a un calo delle temperature che potrebbe sfiorare i 10°C.
Qui in TempoItalia.it siamo ripettitivi, ma che non si può essere di fronte a questo disastro climatico? Ieri, 4 settembre sono stati battuti diversi record storici di temperatura del mese di settembre. Il tutto succede dopo un trimestre segnato da valori termici ben oltre le medie, piogge scarse ma violente e lunghe fasi di caldo intenso, l’anticiclone subtropicale si è ripreso l’intera Penisola e sta imponendo il proprio diktat su tutte le regioni. Le ultimissime proiezioni collocano le temperature mediamente tra i 5°C e gli 8-10°C al di sopra delle medie stagionali, un margine che basta da solo a spiegare perché le massime superino con facilità i 35°C in gran parte dello Stivale.
Nel pomeriggio di sabato 5 le massime dovrebbero raggiungere i 38°C nelle aree interne di Puglia e Basilicata, mentre l’Emilia Romagna torna alla soglia dei 37°C. Fino a 36°C sono attesi sulla Sardegna (eccetto alcune dell’interno dove si rischiano andora i 40°C), sulla pianura lombarda che ruota attorno a Milano, lungo la Calabria ionica, nel Lazio e sulle coste romagnole. Si tratta di valori medi, quindi non vanno escluse punte localizzate – come detto – di 40°C, esattamente come accaduto nelle settimane precedenti quando in Sardegna erano stati superati i record del 1983. Il dato pesante è un altro: siamo nell’autunno meteorologico e numeri simili risultano fuori scala.
Il disagio fisico, del resto, era stato messo in conto già quando avevamo parlato del ritorno dell’afa su gran parte del Paese.
Un mare troppo caldo
C’è una variabile che rende questa fase diversa da una normale coda estiva, e riguarda l’acqua: il Mar Mediterraneo sta vivendo una vera e propria ondata di calore, nelle acque attorno all’Italia e nel sud della Francia la temperatura superficiale risulta di 4-5°C superiore alla media del trentennio di riferimento 1991-2020, con i bacini meridionali che misurano valori fino a 30°C. Soltanto sull’estremo lembo orientale del bacino i numeri si avvicinano a quelli tipici del periodo.
Quel surplus di calore immagazzinato è energia pronta a essere convertita. Le tempeste equinoziali prima o poi si manifesteranno sui nostri mari e troveranno condizioni ideali per trasformare il calore accumulato in movimento e in precipitazione. Attraversando acque tanto calde, i fronti perturbati assorbono quantità elevatissime di umidità e scatenano rovesci capaci di provocare alluvioni e nubifragi: è il meccanismo che rende i temporali marittimi del bacino veri mostri di maltempo. Il Riscaldamento Globale esaspera il quadro, rendendo le precipitazioni odierne più intense e più dannose rispetto al passato.
La svolta di metà settimana
Sul Nord Europa giungono conferme sul posizionamento di un’ampia struttura depressionaria proveniente dal Nord Atlantico e alimentata da aria particolarmente fresca. Anzi, a quelle latitudini si tratta ormai di aria fredda a tutti gli effetti, del resto l’autunno lassù inizia a fare sul serio. Il cambiamento di circolazione si propagherà progressivamente verso sud, raggiungendo in primo luogo l’Europa Centrale e sfondando poi con decisione sul Mediterraneo, con conseguente ritirata dell’anticiclone africano.
Le date sono ormai sempre più probaboli. L’ultima fiammata resisterà fino a martedì 8, mentre mercoledì 9 e soprattutto giovedì 10 un fronte freddo scaccerà l’alta pressione e porterà temporali diffusi, con i fenomeni più organizzati sulle aree orientali del Paese e sconfinamenti tra Calabria e Sicilia. I modelli matematici, che nei giorni scorsi mostravano ancora qualche esitazione, hanno finalmente trovato un accordo su questa tempistica. Ma sulla rotta esatta dei fenomeni, propongo di attendere nuovi aggiornamenti.
Il crollo termico e la goccia fredda
Nel fine settimana successivo le temperature potrebbero letteralmente crollare. Le proiezioni parlano di circa 10°C in meno praticamente ovunque, e questo significa non soltanto un ritorno alla normalità, ma la comparsa di anomalie negative su diverse zone d’Italia. Dopo tre mesi di caldo atroce, è questa la notizia più rilevante.
Resta in valutazione l’ipotesi di una struttura ciclonica secondaria sui nostri mari, e le ultimissime interpolazioni modellistiche le danno sempre più credito. La riteniamo plausibile per un motivo semplice: i contrasti termici saranno molto violenti. Oltre al gradiente termico verticale, che innescherà instabilità atmosferica diffusa, la risposta del bacino potrebbe generare una depressione secondaria vera e propria. Sul posizionamento della goccia fredda occorrerà aggiornarsi nei prossimi giorni, ma qualora dovesse formarsi la fenomenologia risulterebbe organizzata, diffusa e particolarmente intensa. Sarebbe il primo peggioramento di stampo autunnale, quello che apre la stagione delle tempeste fuori scala rispetto alla media. Non finisce qui, perché i modelli matematici suggeriscono un successivo peggioramento in arrivo da nord-ovest, legato a un profondo vortice di bassa pressione tra l’Islanda e le Isole Britanniche.
Le prospettive per il resto del mese
Il cambio di circolazione continentale sta avvenendo in modo dirompente, ed è la ragione per cui riteniamo che quanto descritto rappresenti uno snodo cruciale. Attenzione però a scambiare la rinfrescata per un debutto stagionale: le tendenze parlano di un successivo rinforzo dell’alta pressione, con valori comunque lontani dagli eccessi di questi giorni. L’autunno, quello riconoscibile e continuativo, difficilmente si affaccerà prima dell’ultima decade del mese, in linea con quanto emerge dalle proiezioni sulle piogge dei prossimi tre mesi.
Da qui a fine mese potranno quindi esserci altre giornate di bel tempo, magari con un nuovo affondo dell’anticiclone africano e del caldo anomalo. Qualora accadesse, però, le probabilità che quella struttura resista a lungo risultano molto basse. Da giovedì e venerdì prossimi, spazzati via dalle correnti fredde oceaniche, i valori opprimenti saranno un ricordo.
