Papardo, la Uil va giù duro: “Stop a penalizzazioni”

Redazione

Papardo, la Uil va giù duro: “Stop a penalizzazioni”

lunedì 31 Agosto 2026 - 10:20

La UIL Messina e la UIL Funzione Pubblica di Messina chiedono all’Assessore regionale della Salute, Marcello Caruso, un’audizione urgente sulle gravissime criticità dell’Azienda Ospedaliera Papardo e, in vista della definizione della nuova Rete ospedaliera, propongono la riclassificazione del presidio quale DEA di II livello. La richiesta è stata trasmessa, per conoscenza, anche al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ai deputati regionali eletti nella provincia di Messina e al Presidente della VI Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana.    «Il Papardo era stato classificato DEA di II livello – dichiara Livio Andronico, segretario generale della UIL Funzione Pubblica di Messina – ma le successive scelte di politica sanitaria hanno mortificato l’Azienda, determinando il declassamento di discipline strategiche come Malattie infettive, Neurochirurgia, Oculistica, Chirurgia vascolare e Chirurgia plastica. È incomprensibile che alla provincia di Messina sia stato riconosciuto un solo DEA di II livello, mentre nell’area catanese ne sono stati individuati tre. Questa evidente disparità deve essere superata nella nuova Rete ospedaliera».   UIL e UIL FP ricordano anche il ruolo fondamentale svolto dal Papardo durante la pandemia, quando il personale garantì otto posti di Terapia intensiva, le degenze di Malattie infettive e di Pneumologia Covid sub-intensiva, accogliendo pazienti provenienti anche da altre province siciliane e mantenendo operative le restanti attività mediche, chirurgiche e di emergenza.  

«Il contributo offerto dal Papardo durante la fase più difficile dell’emergenza pandemica non può essere dimenticato – afferma Ivan Tripodi, segretario generale della UIL Messina. – In quegli anni l’ospedale ha rappresentato un punto di riferimento per l’intera Sicilia. Oggi, invece, assistiamo a un progressivo depotenziamento della struttura. Non consentiremo che il diritto alla salute dei cittadini messinesi venga sacrificato per effetto di scelte finanziarie e di programmazione che continuano a penalizzare il nostro territorio».   Attualmente al Papardo mancano medici di Pronto soccorso, Ortopedia, Medicina trasfusionale, Anatomia patologica, Oncologia, Chirurgia generale, Ginecologia, Oculistica e Anestesia e rianimazione. Mancano, inoltre, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, tecnici sanitari di radiologia medica, biologi, personale amministrativo e circa 40 operatori sociosanitari. In Oncologia, la carenza di personale medico ha già prodotto pesanti conseguenze sulla piena utilizzazione dei posti letto. «La situazione degli organici è ormai insostenibile – denuncia Andronico. – Medici, infermieri, OSS, tecnici, ostetriche, biologi e amministrativi continuano a garantire la funzionalità dell’ospedale attraverso turni gravosi, continui rientri in servizio e prestazioni aggiuntive. Il loro sacrificio e il loro senso di responsabilità non possono continuare a sostituire la programmazione e le assunzioni». Nonostante le ripetute segnalazioni della UIL e della UIL FP, il management aziendale ha costantemente rappresentato che il potenziamento del personale costituisce un obiettivo della Direzione strategica, ma che il tetto di spesa assegnato all’Azienda risulta insufficiente e che le reiterate richieste di integrazione economica inoltrate all’Assessorato non hanno avuto esito positivo. Tale circostanza è stata espressamente ribadita, tra gli altri, nei riscontri aziendali del 13 e del 28 luglio 2026.

«Se quanto formalmente dichiarato dall’Azienda corrisponde al vero – evidenzia Andronico – la responsabilità del blocco delle assunzioni e del conseguente depotenziamento del Papardo non può essere scaricata sui lavoratori né ricondotta esclusivamente alle scelte del management aziendale. Essa chiama direttamente in causa la programmazione e le determinazioni economico-finanziarie dell’Assessorato regionale della Salute, al quale chiediamo risposte immediate e atti conseguenti». Con il D.A. n. 1515 del 18 dicembre 2024, il tetto di spesa per il personale è stato fissato in 73.870.000 euro, a fronte di 398 posti letto autorizzati. Nel 2017, invece, il tetto di spesa ammontava a 79.924.000 euro, nonostante i posti letto fossero soltanto 324. Attualmente il Papardo dispone di circa 246 medici, a fronte dei 308 previsti, mentre la spesa complessiva per il personale si attesta già intorno ai 71 milioni di euro.  «È una contraddizione inaccettabile – sottolinea Andronico. – Oggi il Papardo deve garantire un numero maggiore di posti letto e attività assistenziali più complesse disponendo, rispetto al 2017, di oltre sei milioni di euro in meno. Con l’attuale limite finanziario è impossibile procedere alle assunzioni necessarie. Per questa ragione chiediamo che il tetto di spesa venga portato ad almeno 84 milioni di euro». «Non siamo davanti a una semplice questione contabile – aggiunge Tripodi – ma a un problema che riguarda il diritto costituzionale alla salute, la sicurezza delle cure e il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza. Dietro ogni posto letto chiuso e ogni servizio ridimensionato ci sono cittadini costretti ad attendere più a lungo, a spostarsi fuori provincia o, nei casi più gravi, a rinunciare alle cure. Difendere il Papardo significa difendere la sanità pubblica e impedire il progressivo smantellamento dei servizi sanitari nel territorio messinese». UIL e UIL FP denunciano, inoltre, gli enormi carichi di lavoro sostenuti dal personale. In numerose circostanze i lavoratori vengono privati del necessario recupero psicofisico e del proprio tempo familiare, fino a sentirsi “prigionieri” di un’organizzazione del lavoro che fa sistematicamente ricorso alla loro disponibilità per compensare le carenze di organico. Questa condizione alimenta stress lavoro-correlato, burnout, crescente malessere organizzativo, assenze, dimissioni e il progressivo abbandono del servizio sanitario pubblico. «Il sacrificio dei lavoratori – ribadisce Andronico – non può essere utilizzato come strumento ordinario per compensare carenze strutturali, limiti finanziari e ritardi della programmazione regionale. Servono nuove assunzioni e condizioni di lavoro rispettose dei contratti, dei riposi, della vita familiare e della dignità professionale».

I segretari generali Ivan Tripodi e Livio Andronico chiedono:

•    la riclassificazione del Papardo quale DEA di II livello;

•    l’aumento del tetto di spesa per il personale ad almeno 84 milioni di euro;

•    l’immediata assunzione di medici, infermieri, OSS, ostetriche, tecnici sanitari, biologi e personale amministrativo;

•    il ripristino e il potenziamento delle Unità operative strategiche declassate;

•    la revisione dei parametri regionali utilizzati per determinare i fabbisogni dell’Area del Comparto e dell’Area della Dirigenza;

•    la piena utilizzazione dei posti letto autorizzati;

•    l’apertura di un tavolo permanente sul futuro dell’Azienda;

•    il coinvolgimento preventivo di UIL e UIL FP nel percorso di definizione della nuova Rete ospedaliera.  

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