La UIL Funzione Pubblica di Messina interviene sulla selezione degli Educatori Professionali Socio-Pedagogici D2 di Messina Social City e torna a chiedere un confronto con i vertici dell’Azienda e con l’Amministrazione comunale sulle modalità di organizzazione dei diversi servizi educativi. A dichiararlo sono Livio Andronico, Segretario Generale della UIL Funzione Pubblica di Messina, e Antonio Vinci, Coordinatore Provinciale Terzo Settore UIL FP.
«Avevamo chiesto un incontro prima della scadenza dell’avviso, ma non abbiamo ricevuto riscontro. Il confronto sindacale deve diventare uno strumento per migliorare organizzazione, lavoro e qualità dei servizi ai cittadini».
Poi aggiungono: «Avevamo formalmente chiesto un incontro con i vertici di Messina Social City e con l’Assessore al ramo prima della scadenza dell’avviso per Educatore Professionale, proprio perché ritenevamo utile affrontare preventivamente alcune questioni e formulare delle proposte. A quelle richieste non è stato dato riscontro e il confronto non si è svolto. Probabilmente si è ritenuto non necessario ascoltare la UIL Funzione Pubblica. Ne prendiamo atto, pur non condividendo questa scelta». Secondo Andronico e Vinci, proprio la diversità dei progetti e dei servizi dovrebbe indurre a una riflessione più approfondita sulle modalità attraverso le quali valorizzare le professionalità già maturate. «Un Educatore Professionale può essere chiamato ad operare in contesti profondamente differenti. L’Educativa Domiciliare e Territoriale, ad esempio, presenta peculiarità specifiche e richiede una costante interlocuzione con famiglie, Servizi Sociali, Autorità giudiziaria e altri soggetti istituzionali. Diverso è il contesto dell’educativa scolastica, così come differenti sono le esigenze dei servizi rivolti agli anziani e degli altri specifici progetti socio-educativi».
Per questo la UIL FP propone che, nelle future procedure, venga valutata la possibilità di prevedere avvisi o graduatorie differenziati per i diversi servizi oppure criteri selettivi capaci di valorizzare maggiormente l’esperienza specificamente maturata nei singoli ambiti di attività. «Non chiediamo di cristallizzare le posizioni dei lavoratori – precisano Andronico e Vinci – ma di evitare che competenze costruite attraverso anni di esperienza sul campo vengano considerate irrilevanti. La professionalità non può essere ridotta soltanto al possesso di un titolo o al numero complessivo dei giorni lavorati. Occorre valorizzare ciò che il professionista ha concretamente imparato, il percorso formativo compiuto, l’esperienza acquisita e il contesto nel quale quelle competenze sono state sviluppate». Secondo la UIL Funzione Pubblica è arrivato quindi il momento di compiere un salto in avanti nella cultura organizzativa e nella gestione delle professionalità.
«Quest’amministrazione non dovrebbe limitarsi a gestire graduatorie e coprire esigenze contingenti. Dobbiamo provare a costruire un modello nel quale la persona giusta, con le competenze e l’esperienza più adeguate, possa essere valorizzata nel servizio nel quale quelle capacità possono esprimersi al meglio. Fare un salto in avanti significa passare dalla semplice gestione del personale alla valorizzazione del capitale professionale e umano, mettendo insieme esperienza, formazione, attitudini, benessere organizzativo e bisogni degli utenti».
In questo senso Andronico richiama una delle più note riflessioni di Don Lorenzo Milani: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia». «È una frase che ritengo particolarmente attuale anche nel nostro modo di intendere l’azione sindacale. Non ci interessa trovare una soluzione per il singolo o difendere una posizione individuale: vogliamo contribuire a costruire un sistema che funzioni meglio per tutti, per i lavoratori, per l’Azienda e soprattutto per le persone che ogni giorno usufruiscono dei servizi». La UIL Funzione Pubblica ritiene inoltre opportuno valutare, per le future procedure e laddove consentito dalla disciplina applicabile, selezioni per titoli e colloquio, così da poter affiancare alla valutazione dei titoli anche le competenze specifiche, la formazione maturata sul campo e gli aspetti attitudinali rispetto alle caratteristiche del servizio. «Destinare un professionista che ha maturato una significativa esperienza in uno specifico settore ad attività completamente differenti, senza tenere nella dovuta considerazione il percorso compiuto, può rappresentare una dispersione di professionalità e generare demotivazione. Benessere organizzativo, valorizzazione dei lavoratori e qualità del servizio offerto ai cittadini sono aspetti strettamente collegati e non possono essere affrontati separatamente».
UIL FP pone inoltre una questione relativa alle risorse economiche destinate ai diversi progetti. «Non essendo stato possibile risalire compiutamente all’atto di affidamento del 30 novembre 2025, con il quale sarebbero state ripartite le somme destinate ai diversi progetti, chiediamo a Messina Social City di rendere noto se, rispetto alle risorse assegnate e già utilizzate, esistano somme residue o economie che possano consentire, nel rispetto della normativa vigente, la prosecuzione o la proroga dei diversi contratti». Per Andronico e Vinci si tratta di una verifica importante sia sotto il profilo occupazionale sia per garantire continuità ai servizi destinati agli utenti. La UIL Funzione Pubblica continuerà a fare la propria parte, con spirito critico ma propositivo, nell’interesse dei lavoratori e soprattutto dei cittadini messinesi che hanno diritto a servizi educativi qualificati, continui e costruiti attorno ai loro reali bisogni».