Madaudo ha centrato il bersaglio della FENAPI

Redazione

Madaudo ha centrato il bersaglio della FENAPI

martedì 11 Agosto 2026 - 10:48

L’on. Dino Madaudo, vecchia conoscenza della politica messinese, con il suo post su Fb, attraverso il quale ha definito plasticamente il “vero” Cateno De Luca, ha scatenato un dibattito acceso che ha visto la partecipazione di tanti suoi “aficionados”. Tutti chiamati attraverso la “batteria” a difendere lo “Sciamano del Nisi”. Anche da questo si capisce come vi sia “sudditanza” da parte dei suoi.

Madaudo ha proposto un bel tema, perché è andato a fondo in quella che è il fulcro della politica innovatrice (a parole) di Cateno De Luca.

Tutto ruota intorno alla FENAPI, oggi diventato un gruppo, creata dall’allora Democrazia cristiana e “soffiata” dal furbetto del Nisi all’onorevole D’Andrea.

La verità è che la politica di Cateno De Luca si fonda sulla consistenza economico-finanziaria dell’Ente, oggi radicato in tutta Italia. Nel senso che da lì è partito tutto. De Luca si professa un bravo amministratore e anche un eccellente imprenditore, ma non ha mai rischiato un solo euro dei suoi risparmi. Tutto quello che ha creato l’ha fatto grazie allo Stato che finanzia Patronati e Caf. La FENAPI oggi incassa decine di milioni di euro all’anno dal ministero del Lavoro e, come abbiamo scritto in passato, la stessa finanzia il partito di Cateno.

Ecco, Madaudo non a caso ha fatto riferimento alla FENAPI, lo ha fatto con spiccata consapevolezza di quello che stava dicendo. Poi conclude il suo post l’ex sottosegratario di Stato, affermano che prima o poi tutto questo finirà. Auspicava un intervento della magistratura o è conscio che le ascese politiche precedono solo le rovinose cadute?

Fatto sta che con religiosa obbedienza i Cateno-boys l’hanno difeso. Certo, devono campare anche loro…

D. Gam.

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