Nelle ultime ore, attorno alla domanda di ripescaggio dell’ACR Messina 1900 si è generata una confusione che merita di essere dissipata con i fatti. Circola persino la teoria, tanto diffusa quanto priva di fondamento, secondo cui la società non avrebbe alcun interesse a salire di categoria. Un’ipotesi che non regge alla più elementare delle verifiche logiche: nessuna proprietà investe risorse, presenta una domanda formale di ripescaggio e mobilita un pool di legali di primo livello per poi augurarsi di restare dov’è. Proviamo dunque a mettere ordine, punto per punto.
L’anzianità sportiva acquisita all’asta
Il primo elemento da chiarire riguarda il titolo sportivo. Il Racing City Group, aggiudicandosi all’asta il ramo d’azienda sportivo dell’ACR Messina, ha acquisito anche l’anzianità sportiva del club. Attenzione a non confondere i piani: le pendenze federali della precedente gestione restano in capo alla vecchia matricola, mentre l’anzianità — ovvero la storia sportiva rilevante ai fini della graduatoria di ripescaggio — è stata legittimamente acquisita dalla nuova società.
La graduatoria: come si compone il punteggio
Sulla base dei criteri previsti dalla normativa, il punteggio dell’ACR Messina si articola così:
- Bacino d’utenza: 3 punti
- Classifica sportiva (15° posto): 3 punti
- Società retrocessa dopo spareggio conclusosi in parità: 4 punti
- Valore sportivo: 15 punti (1 campionato di Serie D e 3 campionati di Serie C)
- Valore dell’impianto: 3 punti
- Valutazioni aggiuntive (attività nel campionato femminile): 6 punti
Un totale che colloca il club in una posizione di assoluto rilievo nella graduatoria. Ed è proprio sull’ultima voce che si concentra il contenzioso con la Lega.
Il nodo del settore femminile: una contestazione che non convince
La Lega Nazionale Dilettanti non riconosce i 6 punti relativi all’attività femminile, sostenendo che essa sia stata svolta in partenariato — al tempo affidata a UniMe e Giovanile Rocca — e non in forma diretta. Una lettura che la società contesta con fermezza, dal momento che il partenariato era una modalità espressamente prevista dal regolamento allora vigente.
Ma c’è di più, ed è qui che la vicenda assume contorni paradossali: proprio in relazione al settore femminile, la nuova proprietà ha pagato un’ammenda di 10.000 euro per la mancata partecipazione della squadra femminile Under 15 nella stagione 2024/2025. La Federazione, in altre parole, ha sanzionato il club per un obbligo derivante da quella stessa attività femminile che oggi la Lega non vorrebbe riconoscere ai fini della graduatoria. Delle due l’una: o quell’attività esiste ed è imputabile alla società — e allora i punti spettano — oppure non lo è, e allora l’ammenda non avrebbe avuto ragion d’essere.
Il vertice di Catania: il presidente Davis chiama a raccolta i legali
Che la società faccia sul serio lo dimostrano i fatti di questa mattina. Il presidente Justin Davis ha convocato di persona a Catania il proprio pool di avvocati — gli avvocati Chiacchio, Vizzino e Tortorella, tra i massimi esperti di diritto sportivo in Italia — per esaminare la situazione in ogni suo aspetto e definire la strategia migliore a tutela della società.
Un incontro che testimonia, ben oltre le chiacchiere da tastiera, la determinazione della proprietà giallorossa a far valere le proprie ragioni in ogni sede competente e tutelare il Messina.
I nuovi ingressi non nel Messina ma nel Racing Group
Infine, un po’ di chiarezza sulle voci di possibili nuovi ingressi nel Messina. La notizia vera è che c’è un interesse da parte di due investitori stranieri non per l’ACR ma per il Racing Group.
