Le indagini della Procura di Messina sono coordinate direttamente dal procuratore capo D’Amato, il quale si è recato ieri pomeriggio sul luogo della disgrazia.
Attraverso i periti già incaricati si dovranno stabilire le cause del collasso dell’immobile che ha inghiottito 6 persone e ferite altre tre.
Di sicuro al piano terra erano in corso dei lavori per l’apertura di un nuovo supermercato della catena Panarello. Nello stesso luogo c’era un punto vendita “Qui conviene” della famiglia Capone, poi chiuso dopo la crisi aziendale.
Il primo nodo da sciogliere riguarda l’esecuzione dei lavori di cui gli uffici comunali, per bocca del sindaco Basile, non avevano ricevuto formale comunicazione.
La Procura deve accertare se vi sia correlazione fra i lavori e il collasso dell’immobile.
Documenti esclusivi
Messinaoggi è entrata in possesso di un report fotografico del piano terra dell’immobile che era adibito a supermercato e della planimetria dell’immobile.

Da quello che è possibile desumere dalle immagini, sembra (si tratta di una ipotesi), che non vi sia corrispondenza sul posizionamento dei pilastri portanti fra le fotografie e la planimetria.
Un elemento sul quale si concentrerà certamente il lavoro dei periti chiamati a stabilire le cause de crollo. Le indagini si presentano comunque complesse.
Non verrebbe esclusa nemmeno l’ipotesi del cemento depotenziato usato per realizzare l’immobile, costruito meno di 30 anni fa.
Il lavoro della magistratura si concentrerà proprio su questi aspetti dal momento che pare sia stata esclusa l’ipotesi dello scoppio per una fuga di gas.
