«Nessuno ci ha mai detto nulla», peccato ci sia il video

Redazione

«Nessuno ci ha mai detto nulla», peccato ci sia il video

giovedì 30 Luglio 2026 - 14:44

C’è un piccolo problema nella nota diffusa ieri dagli assessori Massimo Finocchiaro e Stello Vadalà, quella secondo cui «nessuna richiesta ufficiale di utilizzo dello stadio “Franco Scoglio” o dello stadio “Celeste” è mai pervenuta a questa Amministrazione, né in termini formali né informali». Il problema si chiama conferenza stampa di presentazione del direttore sportivo e dell’allenatore: la stessa che gli assessori citano nella loro nota come esempio di «grande armonia e sinergia con le istituzioni».

In quella sede — con l’assessore presente, seduto al tavolo, in rappresentanza dell’Amministrazione — l’amichevole internazionale del 20 agosto contro il Vittoria Hotspurs FC è stata annunciata pubblicamente, davanti a giornalisti e tifosi. E all’assessore è stata rivolta una domanda diretta e specifica: dove si giocherà questa amichevole? Delle due l’una: o l’assessore quel giorno non stava ascoltando, oppure definire “informale” una domanda posta in conferenza stampa, davanti alle telecamere, è un esercizio di creatività semantica che meriterebbe rispetto — se non fosse in gioco un evento internazionale.

Ma il passaggio più istruttivo della nota è un altro. Gli assessori scrivono, testualmente, che il manto erboso del “Franco Scoglio” è «in fase di riadattamento» e che il “Celeste” è «in attesa del collaudo e della successiva omologazione». Poi, nella frase immediatamente successiva, si indignano perché la società avrebbe osato considerare gli impianti indisponibili.

Riassumiamo: uno stadio non ha il campo, l’altro non ha né collaudo né omologazione. Ma «nessuno può affermare» che il 20 agosto saranno indisponibili. È vero: nessuno può affermarlo con certezza. Come nessuno può affermare il contrario. Ed è esattamente questo il punto: una società sportiva che invita un club straniero, organizza trasferte, biglietteria, sicurezza e adempimenti federali non può fondare un evento internazionale su un auspicio. Ha bisogno di una data certa, di un impianto omologato, di un atto amministrativo. Non di un «vedremo».

Se al 29 luglio l’Amministrazione non è in grado di indicare quale dei due stadi cittadini sarà agibile e omologato tra tre settimane — e la nota odierna, letta con attenzione, conferma che non lo è — allora l’annullamento non è una «valutazione esclusivamente della società»: è l’unica decisione responsabile possibile nei confronti del club ospite, dei tifosi e delle autorità di pubblica sicurezza.

Quanto alle scuse porte al Vittoria Hotspurs FC: gli ospiti maltesi apprezzeranno certamente il gesto. Avrebbero probabilmente apprezzato di più uno stadio.

Un’ultima considerazione. Se il calcio messinese si trova in questo stato, nove anni di questa amministrazione qualche responsabilità la portano. E se un giorno anche questi imprenditori dovessero andarsene, nessuno si meravigli: le risposte, la città, le ha già lette tutte — nella nota di ieri.

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