Lo scrive in una nota stampa Angelo Toscano, segretario cittadino del PRI.
“Questa è la sanità siciliana reale: non quella dei numeri sulla carta ma quella che si abbatte sulla pelle dei malati nei corridoi degli ospedali. Un caso che è la fotografia di ciò che riscontra lo stesso Ministero: liste d’attesa infinite, reparti saturi, personale allo stremo, cittadini ormai numeri di statistica. Infatti il monitoraggio LEA del Ministero della Salute e il XIV Rapporto CREA Sanità 2026 dicono senza mezzi termini ciò che la politica regionale continua a nascondere dietro comunicati autocelebrativi: la Sicilia è tra le peggiori regioni d’Italia per assistenza sanitaria, bloccata sotto la soglia critica del 40% di performance, superata persino da territori con meno risorse. Non un incidente statistico, ma il risultato di anni di scelte sbagliate e di un sistema lasciato allo sbando per concreta mancanza di capacità gestionale”.
Continua Toscano.
E mentre l’assessorato continua a snocciolare percentuali di “miglioramento” e l’ASP di Messina sbandiera progressi nella crescita dei servizi, che se pur utili, mal si associano ai fatti reali, si assiste ancora una volta al divario tra ciò che si dice e ciò che succede.
Servono posti letto veri, personale vero, responsabilità politiche vere. Chi governa la sanità in Sicilia ha il dovere di rispondere, oggi, di questo ennesimo caso — non tra un anno, non al prossimo rapporto ministeriale, ma ora, davanti ai cittadini che ogni giorno rischiano la vita per un’attesa ed è ora che anche il governo nazionale prenda coscienza che la salute non è un bene di consumo su cui risparmiare.
La sanità non è un capitolo di bilancio: è un diritto costituzionale. E in Sicilia, ogni giorno, viene calpestato.
