I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina stanno eseguendo un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, relativo al patrimonio societario, mobiliare ed immobiliare, per un valore stimato di oltre mezzo milione di euro. Il soggetto colpito dall’odierno provvedimento è stato condannato, con sentenze divenute irrevocabili, per reati quali ricettazione, truffa, furto, resistenza a pubblico ufficiale, calunnia, lesione personale e bancarotta fraudolenta.
Il vaglio reddituale ed economico-patrimoniale, accuratamente espletato dai Finanzieri della Compagnia di Milazzo, sotto la direzione della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, ha fatto emergere come il destinatario della misura ablatoria sia un soggetto la cui pericolosità sociale si è di fatto dispiegata lungo gran parte della sua esistenza, attraverso manifestazioni criminali sistematiche, variegate e spesso connotate da condotte oltremodo allarmanti, che gli hanno garantito l’accesso ad ingenti profitti illeciti. Inoltre il proposto, nel corso degli anni ha posto in essere operazioni immobiliari completamente sperequate rispetto alle fonti reddituali lecitamente percepite, a cui devono aggiungersi gli acquisti di autovetture di lusso, la costituzione di diverse compagini sociali, l’accensione di buoni postali e conti correnti bancari. Alla luce di tali sintomatiche evidenze, che dovranno comunque trovare conferma nei successivi gradi di giudizio, con l’odierno provvedimento il Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, valorizzando le molteplici risultanze agli atti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, da un lato ne ha riconosciuto il profilo di “pericolosità sociale”, dall’altro, sulla scorta degli approfondimenti condotti dalle Fiamme Gialle Mamertine, ha rilevato l’esistenza, secondo ipotesi d’accusa, di disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto a quelle lecitamente dichiarate, concludendo come lo stesso “sulla scorta del tenore di vita e delle condotte illecite reiteratamente tenute, avuto riguardo agli elementi reddituali e di fatto, viva abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”. Nel corso dell’odierna attività sono stati quindi cautelati ed affidati ad un amministratore giudiziario nr. 2 compendi aziendali, comprensivi dei relativi beni patrimoniali, nr. 2 immobili e nr. 5 rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima pari a circa € 515.000,00.
