Se Basile non si fosse dimesso…

Redazione

Se Basile non si fosse dimesso…

sabato 27 Giugno 2026 - 10:13

Sicuramente non avremmo parlato di ricorsi. Di un possibile annullamento delle elezioni e, soprattutto, di un conseguente lungo commissariamento.

E poi, se non si fosse dimesso il sindaco Federico Basile, l’attività amministrativa non avrebbe conosciuto un lungo stop.

Siamo nel campo dei se, ma quei se fanno oggi la differenza ed espongono la città di Messina ad un rischio concreto.

Prova ne sia che Basile ha nominato una giunta municipale a tempo (12 mesi), mentre le società Partecipate continuano ad essere guidato da un amministratore unico. A proposito, l’unico vero ritorno positivo per la città di Messina è il risparmio degli stipendi ai componenti dei Consigli di amministrazione. Questa fase certifica quello che abbiamo sostenuto da tempo, ovvero che le Partecipate possono essere gestite da un amministratore unico. Smettendo di essere il “Bancomat della politica”, come le aveva definite Cateno De Luca.

Ma torniamo alle dimissioni di Basile, rassegnate non perché era venuta meno la maggioranza d’aula, quella mancava da tempo, ma solo per rispondere all’ordine (si ordine), di Cateno De Luca, il quale ha deciso di ritentare la corsa alla presidenza della Regione. Si è dimesso per le mire del leader di Sud chiama Nord, di certo non per il bene di Messina. Questo deve essere chiaro a tutti, compresi quelli che l’hanno votato e sostenuto.

Il primo ricorso è stato depositato, ma lunedì ve ne saranno altri. Poi la “palla” passerà alla magistratura amministrativa che eserciterà il cosiddetto “sindacato giurisdizionale”. Come finirà non lo sappiamo, ovviamente, ma di certo sulla testa di Basile pende una pesantissima “Spada di Damocle”.

D. Gam.

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