Com’era prevedibile, le amministrative dello scorso maggio avranno una coda giudiziaria. Il problema delle firme ha esposto l’intera tornata elettorale al rischio dei ricorsi per l’annullamento delle elezioni. Non è chiaro se consapevolmente, De Luca ha forse forzato la mano, presentando un numero impressionante di liste a supporto della candidatura di Federico Basile a sindaco di Messina. Stessa situazione si è verificata a Barcellona Pozzo di Gotto, dov’era candidata Melangela Scolaro. Tante liste, niente firme. Il nodo ruota intorno a questo elemento.
La spada di Damocle sulla testa dei sindaci
Era scontato che qualcuno avrebbe intrapreso la via giudiziaria, ma non ci si aspettava che i ricorsi sarebbero stati diversi. Sulla testa dei sindaci eletti a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto incomberà per alcuni mesi il cosiddetto sindacato giurisdizionale. I giudici amministrativi potrebbero annullare l’intera tornata elettorale. Un rischio che evidentemente era stato calcolato da Cateno De Luca, ma in quella fase politica era importante mostrare i muscoli per presentarsi in una posizione privilegiata alle Regionali del 2027.
Fronte Messina
Nella città capoluogo saranno almeno 4 i ricorsi che riguardano aspetti diversi della competizione elettorale. Almeno due studi legali stanno lavorando per il perfezionamento dei ricorsi che verranno presentati nei termini prefissati. Lo studio dell’avvocato Paolo Starvaggi sta seguendo da vicino i ricorsi dell’ex magistrato Angelo Giorgianni: uno riguarda quello riguardante la data delle dimissioni. Il Tar di Catania lo ha dichiarato inammissibile in prima battuta, ma l’atto del ricorrente non è spirato. Può essere riproposto e i giudici potranno valutare se vi è fondatezza nelle richieste proposte: ovvero l’annullamento delle elezioni. Ma c’è anche il fronte del caso spinoso delle firme che Starvaggi sta attenzionando sempre per conto di Giorgianni. Lo stesso studio legale sta predisponendo gli atti relativi ad altri due ricorsi: uno riguarda un quartiere cittadino, l’altro il ricalcolo dei voti di preferenza per conto di due ex candidati.
C’è comunque un altro studio molto quotato che in giornata dovrebbe depositare il ricorso per conto di un cittadino-elettore. In questo caso l’oggetto riguarda le firme non raccolte per le liste d’appoggio a Basile.
Fronte Barcellona Pozzo di Gotto
Anche nella città del Longano si lavora su due fronti: uno riguarda le firme, l’altro il ricalcolo dei voti di preferenza dei candidati sindaco. L’obiettivo è quello di annullare le elezioni, ma in subordine c’è la scappatoia del riconteggio che potrebbe portare Scolaro e Barbera al ballottaggio. Anche in questo caso i ricorsi li sta seguendo lo studio dell’amministrativista, Paolo Starvaggi.
Il nodo del pare secretato
Con la presentazione dei ricorsi, finalmente sarà reso conoscibile il contenuto del parere secretato alla Regione Sicilia, quello di senso opposto, “oscurato” per legge, rispetto al primo parere dell’Assessorato alle Autonomie locali che dava ragione alla tesi di De Luca.
A quanto pare – si va del logica deduttiva – l’ufficio legislativo avrebbe messo nero su bianco un concetto: le liste devono essere accompagnate dalle firme.
Gli scenari possibili
Se i ricorsi dovessero essere accolti, entro un anno si andrebbe nuovamente al voto. Questa è l’ipotesi che Cateno De Luca non vorrebbe si verificasse mai perché rappresenterebbe una sorta di condanna per i suoi sogni alla Regione. Se non venissero accolti si andrà avanti con Basile e Scolaro, mentre De Luca potrà continuare a fare le sedute spiritiche in giro per lo Stivale.
D. Gam.

