C’è un doppio filone d’inchiesta sul cosiddetto caso-Coppolino, il dirigente sportivo finito ai domiciliari per avere commesso – secondo l’accusa – ripetuti atti persecutori all’indirizzo del parlamentare nazionale, Tommaso Calderone.
La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto sta indagando anche per la denuncia di Sonia Alfano, l’ex europarlamentare finiti assieme al suo avvocato Fabio Repici nel “vortice” delle dirette di Aurelio Coppolino. La stessa è stata sentita per oltre 10 ore dal procuratore che si sta occupando delle vicenda, nella qualità di persona offesa.
La stessa – stando ai si dice – avrebbe riferito ai magistrati che dietro le “uscite” di Coppolino ci sarebbe una doppia regia: una politica, l’altra mafiosa. Sembrebbe che a verbale risulterebbe il nome di uno, forse due politici, tirati in ballo in quanto i presunti “registi” occulti delle “perfomance” social di Aurelio Coppolino.
Di fondamentale importanza, a questo punto, si rivela il lavoro investigativo che si fonda sull’esame dei telefoni cellulari, computer, hard disk e pen-drive sequestrati allo stesso Coppolino. L’autore delle dirette social che avrebbero assunto i contorni di atti persecutori è stato arrestato in Costa Smeralda, dove si trovava in vacanza. Oggi si trova ristretto agli arresti domiciliari a Barcellona Pozzo di Gotto con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico e il divieto di fare uso di dispositivi elettronici.
Nei prossimi giorni Aurelio Coppolino sarà interrogato dai magistrati, alla presenza del suo legale. Occorre ricordare che l’attuale assessore del Comune di Barcellona, l’avvocato Giuseppe Sottile, nelle scorse settimane ha rimesso il suo mandato.
A questo punto assumeranno rilievo le dichiarazioni che renderà Coppolino ai magistrati, ai quali potrebbe disvelare la presunta esistenza di una doppia “regia” politico-mafiosa.

