Caso-Coppolino, Sonia Alfano: “Dietro c’è una regia politica”

Redazione

Caso-Coppolino, Sonia Alfano: “Dietro c’è una regia politica”

domenica 21 Giugno 2026 - 09:00

L’ordine di arresto con detenzione domiciliare gli è stato notificato dagli agenti del Commissario di Olbia, in Sardegna. Aurelio Coppolino era in vacanza in un lussuoso resort della Costa Smeralda. L’accusa contestata all’ex dirigente sportivo barcellonese è di avere commesso ripetuti presunti atti persecutori nei confronti di Tommaso Calderone, deputato nazionale e presidente della Commissione giustizia. Si tratterebbe della punta di un iceberg.

C’è, infatti, un altro filone d’inchiesta che riguarda presunte persecuzioni a mezzo social, commesse durante la recente campagna elettorale per le amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel mirino delle dirette sociale di Coppolino sono finiti Sonia Alfano e l’avvocato Fabio Repici.

La stessa Alfano è stata sentita per 10 ore dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto dopo le sue denunce. “Dietro questi ripetuti attacchi – dice la Alfano – ci sarebbero dei mandanti. Ho anche fatto i nomi delle persone riconducibili a questa vicenda”.

Conclude l’ex europarlamentare, oggi approdata in “Controcorrente” di Ismaele La Vardera.

Adesso si fa interessante il lavoro investigativo della Procura di Barcellona che ha disposto il sequestro di telefoni, computer, hard disk e chiavette di proprietà di Coppolino.

Attraverso l’esame del materiale sequestrato potrebbe emergere qualcosa di rilevante con riflessi di natura politica. In altre Procure sarebbero stati aperti dei fascicoli sempre nei confronti di Aurelio Coppolino per le sue pesanti affermazioni nei confronti di magistrati.

Oggi, con l’arresto del Coppolino, la magistratura ha messo un primo punto fermo. Eppure, fa orrore constatare che a Barcellona ci sia ancora qualcuno che parla di ‘libertà di espressione’ o tenta di farlo passare per vittima”.

Sonia Alfano su FB in un suo post parla della vicenda e ribadisce il concetto che alla base di tutto ci sarebbero dei mandanti non solo politici. 

Siamo davanti a un cortocircuito morale spaventoso: com’è possibile che in questa città ci sia ancora chi difende un’operazione che mirava a riabilitare dinamiche mafiose, a calpestare la memoria di un martire di questa terra, ed a calunniare la vita di persone che negli anni hanno sempre dimostrato di stare dalla parte giusta? Cosa faranno adesso coloro i quali che aspettavano con ansia e godimento, le quotidiane dirette del Coppolino nelle quali le nostre esistenze venivano martoriate con falsità? Sia chiaro, io perseguirò legalmente tutti coloro i quali hanno condiviso quelle dirette e hanno commentato positivamente: si chiama concorso nel reato!

Come ho già formalmente denunciato nelle mie querele e come ho riferito ampiamente all’autorità giudiziaria, dietro questo soggetto c’era una precisa regia politica e mafiosa. L’obiettivo finale era enorme: delegittimarmi, neutralizzarmi politicamente, e tentare di riscrivere la storia della mafia a Barcellona scardinando, pezzo dopo pezzo, la matrice mafiosa dell’omicidio di mio padre. Nelle sue ultime dirette social, Coppolino aveva iniziato a fare proprio questo, mettendo in dubbio persino il sacrificio di Beppe Alfano per servire gli interessi di poteri a me non più occulti. A me il quadro è parso chiaro sin dall’inizio, l’ho riferito dettagliatamente ai magistrati, e non consentirò in alcun modo ai mandanti di Coppolino, di portare a termine quel disegno criminale”.

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